Teatro Petrarca. Appuntamento fuori abbonamento con “Il sogno di un uomo ridicolo” targato Lavia
Dostoevskij concepisce "Il sogno di un uomo ridicolo" come un racconto fantastico, scritto intorno al 1876 e inizialmente inserito nel "Diario di uno scrittore". Si tratta della storia di un uomo che ripercorre la sua vita e le ragioni per cui si è sempre sentito estraneo alla società. Perciò corteggia l’idea del suicidio e, giunto all’età di 46 anni, decide di metterla in pratica. Invece, si addormenta davanti alla pistola carica e inizia un sogno straordinario che lo porta alla scoperta della “verità”. Approda in un altro pianeta, del tutto simile alla Terra tranne che per l’animo dei suoi abitanti che sono puri e innocenti e in quella purezza lui per la prima volta non viene additato come ridicolo. Ma il suo arrivo contamina quella gente che in poco tempo acquista tutti i difetti della società da cui lui proveniva.
Il testo si rivolge, dietro la finzione letteraria, alla società intera e ne denuncia i vizi che la allontanano dalla felicità fondata semplicemente sull’amore e sulla solidarietà, al posto dell’avidità e dell’egoismo. Sulla condivisione incondizionata anziché sulla presunzione della scienza che solo teorizza le leggi della felicità.