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La dottoressa Daniela Mazzetti, dirigente medico presso il reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Bibbiena non nasconde la sua emozione per quanto sta per accadere nel presidio.
Il punto nascita di Bibbiena dal primo giugno chiude e quella che era una vera eccellenza viene depennata. Colpa dei numeri, gli standard sanitari ne impongono 500 all'anno, qui sono circa 170.


Ma l'amarezza rimane anche perché appena un anno fa si parlava di Bibbiena come l'unico punto nascita in Italia dove era praticato il “parto olistico”, detto anche parto dolce con aromoterapia, cromoterapia, cristalloterapia e musicoterapia. E per il Crest, che riunisce i 14 comitati civici toscani per la difesa della sanità e della salute nelle zone montane, questa chiusura poteva essere evitata.
Il sindaco di Bibbiena Daniele Bernardini, pur non essendo felice di questa decisione sostiene di aver potenziato con il patto appena sottoscritto alcuni servizi.
Definisce, invece, "fuori luogo la dichiarazione del sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli (leggi l'articolo Bibbiena, chiude il punto nascita. La contrarietà di Ghinelli), non ci può commissariare - prosegue Bernardini - rivendico l'autonomia della conferenza dei sindaci del Casentino."