ha concentrato la propria attenzione e il proprio lavoro, inaugurando l'innovativa esperienza di Aretina Tours Operator. Questa realtà ha rapidamente riscosso l'interesse da parte di singole persone, famiglie e interi gruppi da tutta la penisola (specialmente dal nord e dalla capitale) che hanno sposato questa filosofia di viaggio "alternativo" e che hanno configurato Arezzo come un punto di collegamento privilegiato tra l'Italia e alcuni angoli del mondo fuori dai circuiti tradizionali. «L'obiettivo era di porsi al fianco dei più noti tour operator
attivi nel mercato turistico - spiega Pagliai, - distinguendoci però per la tipologia del viaggio proposto e facendo rotta su Paesi poco battuti. La concretizzazione di questa idea ci ha permesso di configurarci come uno tra i tour operator italiani più innovativi e alternativi».Il progetto, denominato TurismoIn, si è concentrato al momento su Paesi con caratteristiche che permettono di vivere esperienze alternative a stretto contatto con gli abitanti, la natura e la cultura del posto. I paesaggi incontaminati del nord-est del Brasile e di Panama, le escursioni naturalistiche e archeologiche della Colombia, le tradizioni millenarie del Giappone, i villaggi e i colori dell'India: sono stati scelti pochi posti ma Aretina Tours Operator ha investito per conoscerli a fondo e per stringere rapporti diretti con i migliori operatori del luogo. Questo primo tour operator aretino, tra l'altro, ha adottato una formula particolarmente al passo con i tempi, collegandosi all'Italia e al mondo grazie ad una forte identità web curata da Matteo Cuccini, responsabile dell'area Centro e Sud America. «Tanti anni di lavoro nel settore - aggiunge Pagliai, - ci hanno insegnato ad anticipare le esigenze di chi viaggia e a captare il desiderio di vivere esperienze diverse da quelle quotidiane. In questa prima fase di attività si è creato un paradosso perché siamo diventati un riferimento per viaggiatori di tutta la penisola mentre sul nostro territorio ci conoscono ancora in pochi, dunque lavoreremo per colmare questo gap e per portare Arezzo nel mondo».