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Padre Graziano non sarà presente alla prossima udienza del processo in Corte d'Assise a suo carico, fissata per venerdì 5 gennaio. Fino ad adesso il religioso congolese, accusato dell'omicidio di Guerrina Piscaglia, della distruzione o dell'occultamento del suo cadavere , non si era perso nemmeno un'udienza, sempre in prima fila, al fianco dei suoi legali, con lo sguardo dritto sui testimoni chiamati a deporre. E' stato il suo legale Riziero Angeletti a consigliare al suo assistito qualche giorno di tranquillità. Il frate è stato trasferito lunedì mattina nel convento romano dei Premostratesi, dove resterà agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico, dopo nove mesi trascorsi nel carcere aretino di San Benedetto. Ad attendere padre Graziano l'abate generale padre Thomas, gli avvocati Francesco Zacheo e Riziero Angeletti e il consigliere diplomatico del Congo Osango Benjamin. Adesso alloggerà in una camera al secondo piano e per adesso non potrà accedere alla cappella, un'area ancora non coperta dal segnale del dispositivo di controllo, potrà invece celebrare messa, incontrare chiunque, telefonare e operare col computer.
E' stato una volta entrato all'interno della sua stanza, al secondo piano del convento, che padre Graziano si è lasciato un po’ andare alla commozione. «Prima mi affacciavo e vedevo il cemento, ha detto il frate, adesso invece vedo piante e fiori, un’oasi verde che mi dà pace». Dalla finestra della camera del religioso infatti si può godere della visuale del grande e molto curato giardino del convento.