"Sono afflitto ed abbandonato alle istituzioni", la lettera di Gratien che dal carcere aggiunge "Guerrina è viva"
Il frate congolese, accusato dell'omicidio di Guerrina Piscaglia, della distruzione o dell'occultamento di cadavere, fa poi un appello al ministro, chiedendogli di prendere in considerazione la sua situazione: "se nella mia condizione, scrive il frate, ci si trovasse il figlio di chi ha il potere di decidere?".
Intanto il legale di padre Graziano ha presentato nuovamente un'istanza alla Corte d'Assise richiedendo gli arresti domiciliari per il suo assistito anche senza il braccialetto elettronico.
Ed è sempre l'avvocato Angeletti a farsi portavoce del frate congolese, che continua a ribadire il suo punto di vista sull'intera vicenda. Per il religioso non ci sono dubbi: Guerrina è viva.