Affida alla sua pagina Fb le motivazioni che lo hanno portato a questo gesto, allegando anche le mail intercorse con il sindaco Francesco Maria Grasso e con l'amministrazione comunale.
NOTA SU FB DI GIOVANNI ROSSI
"Quando insieme ad altri ho firmato un documento politico, sette giorni fa, sapevo che mi sarei complicato la vita. Non pensavo però che il sindaco Grasso reagisse “sospendomi” dal mio incarico
di assessore e intimando ai dirigenti e ai responsabili degli uffici di non trattare con me le questioni di mia competenza fino a che non avesse valutato la mia posizione. Né mi aspettavo che il mattino successivo lui stesso rendesse pubblica questa decisione alla stampa, costringendomi a sospendere ogni rapporto con i cittadini, oltre che con gli uffici del Comune. Devo con ogni probabilità alla grande solidarietà che molti mi hanno dimostrato su facebook e in mille altri modi se poi il sindaco ha cominciato una contorta e contraddittoria marcia indietro, riservandosi di esaminare il documento che avevo firmato. Alla mia richiesta di assumere una decisione, in un senso o nell’altro, egli ha insistito perché ci incontrassimo di persona per un chiarimento. Pur convinto che le cose fossero sufficientemente chiare non me la sono sentita di rifiutare. In quella sede mi sono state poste condizioni che mi sono parse inaccettabili, per la mia permanenza in giunta, che pretendevano che io rinunciassi di qui in avanti ad esercitare il mio diritto di esprimere apertamente le mie opinioni. Dopo quell’incontro, in ogni caso, il sindaco ha scritto nuovamente a dirigenti e responsabili degli uffici per comunicare
di aver chiarito ogni cosa con me e disponendo “la ripresa della operatività amministrativa ordinaria”. Non una parola che in qualche modo spiegasse l’accaduto e i motivi della mia “riabilitazione”, lasciando intendere che io avessi concordato chissà cosa per ottenerla. La mia delegittimazione di fronte ai dipendenti comunali resta di fatto compiuta, pur nella formale marcia indietro. ...Oggi però il rapporto di fiducia reciproca si è ormai irrimediabilmente consumato.
Per tutto questo, pur con grande dispiacere, non posso accettare di far finta che nulla sia accaduto. Come potrei svolgere con la necessaria autorevolezza e convinzione il mio ruolo, nei prossimi mesi, senza avvertire l’imbarazzo dei dipendenti comunali e dei cittadini che mi troverei a incontrare? Quali impegni potrei assumere con loro e quale credibilità potrei avere ai loro occhi? Il rispetto che devo a loro e a me stesso mi impone la scelta più dolorosa, ma credo più coerente: quella di rassegnare le mie dimissioni irrevocabili dall’incarico di assessore.Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato con me in questi anni: i colleghi di giunta, i dipendenti comunali, le associazioni, i tanti volontari e i semplici cittadini senza cui non sarebbe stato possibile mettere in campo una grande mole di iniziative e di attività. Ringrazio i consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione, i dirigenti e i militanti del mio partito, tutti coloro che mi hanno stimolato con le loro proposte, le loro critiche e le loro indicazioni. Ringrazio il sindaco Valentini, con cui ha lavorato nella precedente amministrazione, e lo stesso sindaco Grasso, con cui ho condiviso un tratto di strada che oggi sono costretto non per mia volontà ad interrompere: gli auguro sinceramente ogni bene e soprattutto di saper mettere i cittadini di Montevarchi davanti alle sue ambizioni e al desiderio di conservare l’incarico che oggi occupa. I miei maestri mi hanno insegnato una concezione della politica alta ed esigente, a cui è difficile essere fedeli: con tutti i miei limiti però io non ho mai cessato di provarci e cerco di farlo con serenità anche oggi, in un passaggio difficile ma in cui spero di aver difeso la dignità mia e dell’istituzione che sono stato chiamato a servire.