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“Ho riscontrato incongruenze apparentemente inspiegabili tra quanto emerso nell’audizione del procuratore Rossi e quanto si evince dalla relazione di Bankitalia sulla presenza, a partire dal maggio 2014, del vicepresidente Boschi all’interno della Commissione consiliare informale citata da Bankitalia, che i giornali qualificano come Comitato ombra”. Torna alla carica il consigliere laico in quota centro destra del Consiglio superiore della magistratura Pierantonio Zanettin, che in seguito alle vicende di Banca Etruria aveva chiesto al Csm di verificare se vi fossero profili di incompatibilità tra il suo ruolo di procuratore sulle inchieste su Banca Etruria e un incarico di consulenza svolto per il governo sino alla fine dell’anno scorso . E' l'agenzia Ansa a riportare le nuove dichiarazioni di Zanettin che sostiene che Rossi nella sua audizione davanti a Palazzo dei marescialli, abbia “smentito in modo netto” la presenza del papà del ministro per le Riforme nell’organismo che secondo gli ispettori di Palazzo Koch prendeva le decisioni più importanti senza informare il Cda e senza formalizzazioni. Per questo motivo il consigliere laico di Forza Italia si appresta a votare contro l’ipotesi di archiviazione del fascicolo aperto dalla Prima Commissione sul magistrato. Rossi è stato ascoltato il 28 dicembre e per l’11 gennaio era prevista la decisione finale della commissione, slittata poi forse a lunedì prossimo.
Il pm Rossi intanto attende una relazione dettagliata del liquidatore patrimoniale, solo in quel momento potrà valutare. Rossi spiega infatti - secondo quanto emerge dai verbali del Csm pubblicati dall’Ansa – che i membri del Cda di Banca Etruria “non sono stati indagati solo perché la banca può tranquillamente, finché è un ente privato in bonis, utilizzare e sperperare il proprio denaro” ma “se la società dovesse andare in insolvenza è chiaro che tante cose lecite potrebbero assumere un altro rilievo”. E’ questo un aspetto che Rossi ha tentato di “chiarire, perché altrimenti sembra che io indago tutti tranne il padre del ministro: è il contrario, io non indago nessuno tranne i vertici decisionali della Banca dell’Etruria”. E sempre sul fronte Boschi il procuratore ha spiegato di non conoscere “nessuno della famiglia Boschi, il signor Boschi, i fratelli, i figli; non sapevo neanche come fosse formata. Ho conosciuto l’attuale ministro Boschi in un’occasione pubblica, istituzionale quando era parlamentare, come ho conosciuto tutti i parlamentari, ma non frequento nessun politico, non ho con loro nessun tipo di frequentazione”. Il procuratore ha ribadito inoltre che non conosceva “neppure la composizione del nucleo familiare: ho appreso dai giornali che aveva un fratello e un cognato che lavoravano in banca ma non ne ero a conoscenza”.