Banca Etruria, pm Rossi: "con lo stato di insolvenza indagini sui vertici”
Il pm Rossi intanto attende una relazione dettagliata del liquidatore patrimoniale, solo in quel momento potrà valutare. Rossi spiega infatti - secondo quanto emerge dai verbali del Csm pubblicati dall’Ansa – che i membri del Cda di Banca Etruria “non sono stati indagati solo perché la banca può tranquillamente, finché è un ente privato in bonis, utilizzare e sperperare il proprio denaro” ma “se la società dovesse andare in insolvenza è chiaro che tante cose lecite potrebbero assumere un altro rilievo”. E’ questo un aspetto che Rossi ha tentato di “chiarire, perché altrimenti sembra che io indago tutti tranne il padre del ministro: è il contrario, io non indago nessuno tranne i vertici decisionali della Banca dell’Etruria”. E sempre sul fronte Boschi il procuratore ha spiegato di non conoscere “nessuno della famiglia Boschi, il signor Boschi, i fratelli, i figli; non sapevo neanche come fosse formata. Ho conosciuto l’attuale ministro Boschi in un’occasione pubblica, istituzionale quando era parlamentare, come ho conosciuto tutti i parlamentari, ma non frequento nessun politico, non ho con loro nessun tipo di frequentazione”. Il procuratore ha ribadito inoltre che non conosceva “neppure la composizione del nucleo familiare: ho appreso dai giornali che aveva un fratello e un cognato che lavoravano in banca ma non ne ero a conoscenza”.