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E' stata fissata per il 14 marzo l'udienza in Cassazione sul ricorso del pm Marco Dioni, con il quale si oppone alla concessione degli arresti domiciliari a padre Graziano da parte del Tribunale del Riesame di Firenze. Il religioso, accusato dell'omicidio di Guerrina Piscaglia, della soppressione o dell'occultamento del suo cadavere, si trova nel carcere aretino dal 23 aprile scorso ed attende da oltre un mese il braccialetto elettronico per poter essere trasferito agli arresti domiciliari, nel convento romano dell'ordine premostratense, come contenuto nel dispositivo.
Le mura della casa circondariale per il frate congolese iniziano ad essere sempre più' strette e l'aria a farsi sempre più pesante, la possibilità di chiudersi alle spalle le porte del carcere si infrange infatti contro l'indisponibilità attuale di un dispositivo elettronico, a cui i giudici fiorentini hanno subordinato i domiciliari. Ed adesso a preoccupare ulteriormente il frate congolese la notizia del ricorso del pm, come ci ha confermato il suo legale Riziero Angeletti. Il religioso infatti, appresa la notizia, ha chiesto immediatamente chiarimenti al suo avvocato.
Ed anche dall'ambasciata congolese in Italia arrivano parole taglienti, "l'Italia è il terzo mondo dell'Europa", avrebbe infatti affermato il consigliere diplomatico Osango Benjamin, commentando la situazione in cui si trova ingabbiato il suo connazionale. Intanto il rappresentante dell'ambasciata nei prossimi giorni incontrerà in carcere padre Graziano.