Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie tecnici necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Ancora una volta il piccolo cimitero di San Gianni sotto la lente d'ingrandimento dei Ris. I carabinieri si sono nuovamente messi al lavoro nella frazione di Sestino, alla ricerca di tracce della casalinga di Ca' Raffaello, scomparsa il 1° maggio 2014.
L'area del cimitero di San Gianni era già stata scandagliata dai Ris il 4 aprile scorso, quando all'interno di una cripta vennero trovati dei resti umani che aprirono un altro giallo dentro al giallo. Le ossa in un primo momento vennero attribuite a Guerrina Piscaglia, ipotesi poi smentita dalle analisi che attribuirono quei resti ad un uomo, ancora non identificato, che era stato sezionato e poi bruciato.
Adesso una nuova ispezione all'interno del cimitero, sembra che i carabinieri abbiano usato sofisticate strumentazioni per effettuare alcuni saggi sul terreno.
Intanto padre Graziano si trova ancora in carcere, in attesa del braccialetto elettronico a cui il Tribunale del Riesame di Firenze ha subordinato i domiciliari. Il frate congolese, unico imputato nel processo a suo carico per la scomparsa di Guerrina Piscaglia, attende il dispositivo elettronico da oltre un mese. Su di lui perde la pesante accusa di omicidio volontario, aggravato dai futili motivi, soppressione o distruzione di cadavere. La sua difesa a breve presenterà nuovamente un'istanza alla Corte d'Assise per richiedere i domiciliari anche senza il braccialetto elettronico, richiesta precedentemente negata per la mancata notifica alle parti offese.