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E’ il giorno della protesta davanti alla Consob, da parte degli obbligazionisti subordinati e degli azionisti delle 4 banche salvate dal decreto i cui risparmi sono stati azzerati lo scorso novembre.
Il pulmann aretino è partito dal parcheggio setteponti carico di rabbia e voglia di ottenere risultati concreti. pullmann"Rivogliamo solo i nostri soldi, basta con le chiacchiare", ci dice una signora alle 6:45 del mattino in procinto di partire per Roma, "che almeno si vergognino, ci chiedono di salvare con i nostri soldi le stesse persone, dipendenti di Banca Etruria, che ci hanno truffato", ci dice una coppia di coniugi. 
Altri 5 pulmann sono partiti da Perugia, Gualdo Tadino, l’Aquila, Torre del Greco ed Empoli.



protesta consobIntanto il caso è approdato in Senato con Federconsumatori.
Presente nella giornata di ieri anche Pietro Ferrari, il presidente aretino.
“Qualche apertura sulle plusvalenze potrebbe esserci – spiega Ferrari dalle colonne virtuali di Arezzonotizie- Le indicazioni avute oggi fanno ben sperare. Complessivamente gli obbligazionisti subordinati hanno perduto 325 milioni, 200 milioni li hanno persi gli azionisti. Certamente 100 milioni non sono sufficienti. Contestiamo poi l’arbitrato. Vorremmo che che sui risarcdimenti ci fosse un contraddittorio, non un arbitro che stabilisce le somme senza possibilità di replica”.
Per venerdì è in calendario ad Arezzo un nuovo incontro. I parlamentari della provincia e anche quelli senesi sono stati invitato ad un confronto alla Borsa Merci.

Ecco la lettera che il comitato Salva Banche ha spedito all'Ue:
Egregi Signori e Signore,
Siamo l'Associazione Vittime del Salva-Banche che rappresenta i risparmiatori (obbligazionisti e azionisti) delle quattro banche italiane "Banca Popolare di Etruria e Lazio", "Banca Marche", "CariChieti" e "CariFerrara" che sono stati "salvati" dal Governo Italiano, sacrificando il risparmio di oltre 130.000 famiglie.
Senza considerare le gravi irregolarità fatte da queste banche in passato e la colpevole mancanza di controlli da parte delle nostre Autorità Nazionali (Banca d'Italia e Consob), chiediamo un chiarimento circa le scelte assurde fatte dal Governo Italiano.
Il D.L 180/2015 ha previsto che i crediti in sofferenza (NPL ) di queste quattro banche, senza alcuna valutazione indipendente, siano ora iscritte nel bilancio dell'unica bad-bank (creata appositamente) al tasso di recupero del 17%. Stiamo parlando di non performing loans NPL per un valore nominale di € 8,5 miliardi in gran parte coperti da garanzie reali (e in precedenza già valutati in un modo ultra-conservativo al 45% tasso di recupero dagli ispettori della Banca d'Italia nella stessa estate 2015) . Ora, valutati a 17%, il valore è solo € 1,5 mld, totalmente fuori mercato (a sconto). Nessuna banca al mondo potrebbe sopravvivere con NPL valutati in questo modo.
Inoltre la D.L 180/2015 prevede che qualora vi fosse una plusvalenza dalla vendita di questo pacchetto di NPL, l'unico beneficiario sia il "Fondo di Risoluzione" (il proprietario della bad bank). E ' molto probabile che ci sarà una plusvalenza, il Ministero delle Finanze italiano ha chiaramente ammesso ciò ai media.
Chiediamo: "Non dovrebbe questo guadagno essere utilizzato per rimborsare gli obbligazionisti e azionisti? Perché l'Europa permette che il Governo italiano faccia un regalo al "Fondo di Risoluzione" e, indirettamente, alle grandi banche che lo finanziano, piuttosto che proteggere i risparmiatori truffati da tutta questa vicenda?"

Il direttore ed il presidente della Consob hanno ricevuto alcuni rappresentanti del Codacons: "Nel corso dell’incontro, la Consob ha chiesto al Codacons di inviare casi specifici relativi ad esposti individuali di singoli risparmiatori in merito al collocamento delle obbligazioni, e ha accolto la richiesta avanzata dall’associazione di eseguire ispezioni presso Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife, anche procedendo all’esito per quanto riguarda Banca Etruria di azione di nullità dei bilanci dal 2010 al 2014.
Nello specifico la Consob si è impegnata a raccogliere la documentazione sulle illegalità nel collocamento dei titoli ai risparmiatori, che potrà essere poi utilizzata nei tribunali ai fini del risarcimento da parte degli investitori delle 4 banche. Riguardo alla speranza di riavere i soldi perduti, la Commissione ha ricordato che è questione meramente politica l’aumento del fondo di solidarietà, non di competenza Consob".