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E’ la copia di una fattura dello studio professione associato dottori commercialisti alla T.D. Group spa di Migliarino Pisano (Vecchiano) quella consegnata stamani dalla presidente e portavoce dell’associazione vittime salva-banche Letizia Giorgianni al procuratore Roberto Rossi titolare dell’inchiesta su Banca Etruria. La copia del documento era arrivata, in forma anonima, venerdì scorso alla sede fiorentina dell’associazione. banca etruriaSulla busta oltre al nome e cognome della presidente la scritta ‘riservata/personale’. La fattura si riferisce ad un acconto su “onorario concordato per attività advisoring” che lo studio di Luciano Nataloni, uno degli indagati dalla procura di Arezzo, ha presentato il 21 dicembre scorso alla T.D. Group per un totale di 37.528,00 euro. Nello studio oltre a Nataloni, secondo la carta intestata, lavorano anche Maria Pia Piagentini, Lorenzo Navarrini, Ranieri Mario Cilotti. Nelle poche righe che accompagnano la copia della fattura l’anonimo invita l’associazione “ad eseguire visure personali camerali storiche e attuali” sui componenti dello studio professionale: “Rimarrete stupiti dalla cariche che hanno ed hanno avuto nelle società coinvolte nel dissesto di Banca Etruria”. Il mittente sottolinea che “mentre le persone si ammazzano e si disperano i delinquenti dello studio associato continuano a fare il loro porco comodo”. Poi subito dopo si ricorda anche che “Nataloni è stato anche nel consiglio di amministrazione della Banca Federico Del Vecchio”, controllata al 100% da Banca Etruria. “Spero che tutto ciò possa essere utile – conclude l’anonimo – e fate in fretta perché questi per i soldi farebbero di tutto”. La documentazione è stata consegnata da Giorgianni direttamente al procuratore Rossi. Il procuratore di Arezzo Roberto Rossi, titolare dell’inchiesta su Banca Etruria, era già al lavoro nelle prima ore della mattinata sulle carte sequestrate venerdì scorso dalla guardia di finanza nelle 14 società perquisite nell’ambito dell’inchiesta sull’ipotesi di conflitto di interessi che vede indagati alcuni ex amministratori dell’istituto aretino. Rossi si è limitato a dire che “il lavoro da fare è molto, le carte sequestrate sono tante”. (ANSA)