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E' trascorso più di un mese dall'ok del Tribunale del Riesame di Firenze agli arresti domiciliari nel convento romano dell'ordine premostratense per padre Graziano, ma ancora per le porte del carcere non si sono aperte, il religioso infatti rimane in attesa del braccialetto elettronico, al momento tutti esauriti, al quale i giudici fiorentini hanno subordinato i domiciliari. Il frate congolese, accusato dell'omicidio di Guerrina Piscaglia, della soppressione o dell'occultamento del suo cadavere, ha così trascorso sia il Natale che il Capodanno nel carcere aretino di San Benedetto, con la speranza di poter lasciare la casa circondariale il prima possibile. Secondo i legali potrebbe essere trasferito nel convento di Roma entro metà mese, essendo il primo della lista d'attesa.
Intanto i suoi avvocati hanno deciso di presentare nuovamente un'istanza alla Corte d'Assise, per richiedere i domiciliari per padre Graziano anche senza braccialetto elettronico. Una richiesta già avanzata lo scorso 15 dicembre ma rigettata dalla Corte in quanto non notificata alle parti offese. 
Venerdì 8 gennaio, giorno in cui i legali del religioso potrebbero presentare l'istanza alla Corte d'Assise, si scriverà il prossimo capitolo di questa misteriosa vicenda, con la seconda udienza del processo a carico di padre Graziano, in cui si entrerà nel vivo del dibattimento, con l'audizione dei primi testimoni del pm Marco Dioni.