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Arezzo non è una città rossa come ha detto il presidente del consiglio Matteo Renzi? Dal Pd si cerca di chiarire. Luciano Ralli sottolinea che "estrapolare una frase dal suo contesto comporta il rischio di un’errata interpretazione ma le parole del Presidente del Consiglio rendono necessaria, comunque, una precisazione. Arezzo è una città democratica e antifascista che si è conquistata ed ha pagato a caro prezzo la sua liberazione.ralliluciano Fino al 1999 è stata governata dalla sinistra: in ragione dei numeri elettorali e delle scelte politiche, a cominciare da quelle di Aldo Ducci. Nel 1999 i partiti del centro sinistra hanno commesso un errore di strategia e consegnato la città alla destra che si è dimostrata inadeguata al compito assegnato, terminando la sua esperienza con il Commissariamento e con le inchieste e le condanne della magistratura. Il centro sinistra ha quindi riconquistato il Comune nel 2006 per poi riperderlo quest’anno. Meccanismi politici e di naturale alternanza non possono far venir meno un dato di fatto e cioè che dalla Liberazione ad oggi, la destra ha governato Arezzo per soli sette anni. La conseguenza logica è che questa non è una città di destra.
Il nostro compito, e penso ad Pd ad ogni livello, è di impegnarsi adesso al massimo per dimostrare che la destra è arrivata impreparata al governo di Arezzo. Le prove concrete sono i primi mesi di attività: il Sindaco è stato costretto a citare tra le poche azioni positive, solo il completamento delle iniziative e dei progetti della precedente amministrazione di centro sinistra. Non è chiara la strategia amministrativa e non è individuabile nemmeno uno stile di governo di fronte a emergenze quali Banca Etruria. Non il Pd ma l’intero Consiglio comunale gli aveva chiesto di essere il punto di riferimento istituzionale di risparmiatori e imprese del territorio. Ha preferito conservare i panni politici e non indossare quelli istituzionali, limitandosi ad una normalissima lettera al Presidente della Repubblica e ad accusare i parlamentari aretini. Arezzo non ha bisogno di un Sindaco che punti l’indice in modo accusatorio ma di un primo cittadino che apra le braccia e raccolga attorno a sé, e quindi al Comune, tutti coloro che possono contribuire a risolvere i problemi".