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Un uomo freddo e pericoloso, che potrebbe tornare ad uccidere. Così il gip Piergiorgio Ponticelli descrive padre Graziano, motivando il suo no alla richiesta di scarcerazione presentata dalla difesa del religioso.
Nell'ordinanza, di una decina di pagine, il frate congolese, accusato di aver ucciso Guerrina Piscaglia e di averne occultato o distrutto il cadavere, viene dipinto addirittura come incapace di frenare i suoi impulsi criminali. Potrebbe quindi, secondo il giudice, uccidere nuovamente padre Graziano, inquinare le prove o scappare.
"L'ordinanza è sicuramente illegittima" attacca la difesa di padre Graziano "non presentando alcuna logica motivazione ed anzi mancando dei più elementari elementi essenziali previsti dalla normativa processuale. Confidiamo che il tribunale di Firenze faccia giustizia, non solo nei confronti di Padre Graziano ma anche relativamente ad un modo di intendere il processo che ha davvero poco a che fare con il sistema accusatorio".
Intanto la difesa di padre Graziano avrà dieci giorni di tempo per fare ricorso al Riesame di Firenze, il pool difensivo del religioso infatti continua a sostenere che non sussistono le esigenze cautelari del pericolo di reiterazione del reato, della fuga e dell'inquinamento delle prove.