Di seguito il comunicato stampa della Lega Nord
Lega Nord ottiene due grandi risultati in Consiglio Comunale ad Arezzo: l'approvazione della mozione contro l'accattonaggio molesto (presentata dal gruppo consiliare Fratelli d'Italia, di cui è cofirmatario il nostro consigliere comunale Alessandro Casi) e della mozione sulla educazione sessuale ed il contrasto alla teoria gender nelle scuole di competenza del Comune di Arezzo, firmata dal capogruppo nonché commissario provinciale Tiziana Casi.
In entrambe le discussioni è intervenuto il Consigliere Regionale Marco Casucci, che è anche Consigliere Comunale nella città capoluogo.
Questi risultati di grande rilievo testimoniano ancora una volta il nostro impegno in difesa dei cittadini e delle famiglie aretine, per la sicurezza della nostra comunità e il futuro dei nostri figli.Gruppo consiliare Lega Nord.
In serata è subito arrivata la risposta dell'ArciGay di Arezzo.
Bocciando l'atto di indirizzo delle opposizioni che chiedeva alla Giunta di ri-aderire a tutti gli effetti alla Rete RE.A.DY. - ovvero la Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere - il comune di Arezzo legittima di fatto azioni discriminatorie nei confronti di persone omosessuali e transessuali, assumendosi il rischio che il livello di omofobia, intolleranza e pregiudizi si innalzi paurosamente nella nostra città.
«Prendiamo atto che questa Amministrazione a partire dal suo Primo Cittadino non vuol essere l'amministrazione di tutti e tutte, ma soltanto di pochi – dichiara la presidentessa di Arcigay Arezzo Veronica Vasarri – e che non c'è stata nessuna volontà di conoscere, studiare e capire le esigenze della comunità LGBT, come invece ci fu detto oltre un mese fa da Ghinelli e dall'assessora Nisini».
Ma il fondo lo si è toccato davvero occupando per oltre un'ora i lavori del Consiglio Comunale con la discussione sulla lotta al mostro “gender” ed approvando una pericolosa mozione da titolo “Educazione sessuale e contrasto alla diffusione della teoria gender nelle scuole di Arezzo” nella quale si fa riferimento a progetti inesistenti di “educazione alla genitalità (?!?)” e si svilisce il ruolo educativo della scuola e la professionalità degli insegnanti paventando un controllo sui libri di testo adottati.
La volontà di questa maggioranza (l'unica eccezione è rappresentata dal vice-presidente del Consiglio Angelo Rossi) è quindi chiara: cavalcare l'ignoranza, educare alla discriminazione anzichè al rispetto di tutti e rimanere ancorati a pregiudizi e stereotipi che fanno solo del male... ai tanti ragazzi e ragazze che si interrogano sul proprio orientamento sessuale e che subiscono il bullismo, alle famiglie composte da persone dello stesso sesso che nulla tolgono alla cosiddetta famiglia tradizionale ma che sono considerate di serie B e a tutta la società che continuerà a dare un'accezione negativa alle diversità in generale.
Comitato Provinciale Arcigay Arezzo "Chimera Arcobaleno"
Bocciando l'atto di indirizzo delle opposizioni che chiedeva alla Giunta di ri-aderire a tutti gli effetti alla Rete RE.A.DY. - ovvero la Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere - il comune di Arezzo legittima di fatto azioni discriminatorie nei confronti di persone omosessuali e transessuali, assumendosi il rischio che il livello di omofobia, intolleranza e pregiudizi si innalzi paurosamente nella nostra città.
«Prendiamo atto che questa Amministrazione a partire dal suo Primo Cittadino non vuol essere l'amministrazione di tutti e tutte, ma soltanto di pochi – dichiara la presidentessa di Arcigay Arezzo Veronica Vasarri – e che non c'è stata nessuna volontà di conoscere, studiare e capire le esigenze della comunità LGBT, come invece ci fu detto oltre un mese fa da Ghinelli e dall'assessora Nisini».
Ma il fondo lo si è toccato davvero occupando per oltre un'ora i lavori del Consiglio Comunale con la discussione sulla lotta al mostro “gender” ed approvando una pericolosa mozione da titolo “Educazione sessuale e contrasto alla diffusione della teoria gender nelle scuole di Arezzo” nella quale si fa riferimento a progetti inesistenti di “educazione alla genitalità (?!?)” e si svilisce il ruolo educativo della scuola e la professionalità degli insegnanti paventando un controllo sui libri di testo adottati.La volontà di questa maggioranza (l'unica eccezione è rappresentata dal vice-presidente del Consiglio Angelo Rossi) è quindi chiara: cavalcare l'ignoranza, educare alla discriminazione anzichè al rispetto di tutti e rimanere ancorati a pregiudizi e stereotipi che fanno solo del male... ai tanti ragazzi e ragazze che si interrogano sul proprio orientamento sessuale e che subiscono il bullismo, alle famiglie composte da persone dello stesso sesso che nulla tolgono alla cosiddetta famiglia tradizionale ma che sono considerate di serie B e a tutta la società che continuerà a dare un'accezione negativa alle diversità in generale.
Comitato Provinciale Arcigay Arezzo "Chimera Arcobaleno"