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“Sperotto è un bravo ragazzo, i compagni hanno tentato di proteggerlo chiedendogli di ammettere il gesto – ha detto il tecnico. Poi però l’hanno scaricato, com’è giusto che sia, quando hanno capito che questa storia poteva portare danni notevoli. Se la squadra è con me? Questo gruppo l’ho fatto io e adesso sono tutti incazzatissimi. A me basta schioccare le dita e mi corrono dietro, perché ho sempre rispettato la meritocrazia. Vi svelo anche un aneddoto. Nel ’98 allenavo la Cavese e in attacco avevo Gioacchino Prisciandaro, uno degli attaccanti più forti di terza serie. Era l’idolo dei tifosi, lo avevamo pagato cento milioni. Lo mandai via, non ho avuto paura quella volta e non l’ho avuta adesso”.
Ma il caso Sperotto, seppur non nominato direttamente, ha tirato in ballo le recenti dichiarazioni di Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Allenatori che aveva definito lo sfogo di Lucignano ”maleducato all’eccesso”.
“Pensavo che Ulivieri fosse presidente dell’Associazione Allenatori e non di quella dei calciatori – ha risposto Capuano. Doveva difendermi e stop“.
Tra poche ore l’Arezzo tornerà in campo per affrontare il Prato e per il tecnico più che intercettazioni c’è da fare i conti con l’emergenza in difesa.
“Milesi e Vinci sono squalificati, Brumat è infortunato, Cori si è allenato ieri per la prima volta, ha mezz’ora al massimo nelle gambe. Feola non sta ancora bene e Carlini questa settimana ha sempre lavorato a parte – ha precisato Capuano. Dovrò cambiare tanto ma non cerco alibi. Voglio vincere per quella gente che mi ha sostenuto anche in una vicenda del genere. Non lo nego: è una partita tra le più importanti della mia carriera. Sesia vicino alla panchina dell’Arezzo? Non so da dove possa essere venuta fuori, ma capisco che tutti vorrebbero allenare l’Arezzo“.