Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie tecnici necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Un cittadino domiciliato nell’aretino ha visionato un annuncio postato su un noto portale on line per l’acquisto di un computer portatile ad un costo di € 400,00.
Il prezzo dell’apparato informatico piuttosto allettante ha indotto l’utente a contattare on line il venditore e, dopo varie e-mail, procedeva alla corresponsione del prezzo dell’oggetto mediante pagamento digitale tramite la rete internet.
Dopo una settimana circa, riceveva un pacco in contrassegno al cui interno non vi era il notebook richiesto bensì numerose riviste di rotocalchi.
L’immediata denuncia presentata dal cittadino vistosi palesemente truffato e la successiva delega di indagini emessa dalla Procura della Repubblica di Arezzo alla locale Sezione Polizia Postale hanno consentito di ricostruire le modalità telematiche utilizzate e di individuare il titolare dell’account utilizzato, la titolare del conto ove è confluita la somma versata e il beneficiario.
Immediatamente, nei confronti di un cittadino italiano e una cittadina rumena, residenti nel pistoiese, quali autori del fatto reato, è scattato il deferimento all’Autorità Giudiziaria di Arezzo, in stato di libertà, per il reato contemplato dal’art. 640 C. P. da parte della Sezione Polizia Postale di Arezzo.