E' aretino il primo Museo Nazionale del Collezionismo Storico. VIDEO
Due anni fa, “I figli della fiera” - così sono sempre stati definiti in città i frequentatori più assidui della manifestazione - si sono riuniti in un'associazione unica nel suo genere, in cui il trait d'union fosse la passione per la storia attraverso gli oggetti che ne sono testimoni, senza alcun vincolo settoriale o di specializzazione ed hanno assunto la denominazione di Collezionisti Storici Aretini mettendosi subito a disposizione della "loro" Fiera Antiquaria, organizzando una serie di mostre di collezionismo storico visitate da oltre 15.000 persone. Da ciò il desiderio di stabilizzare le loro esposizioni in una sede storica, funzionale e prestigiosa.
L’Associazione è oggi lieta di annunciare che il 3 di ottobre, alle 17, sarà inaugurato, all'interno della ex chiesa di San Sebastiano in via Ricasoli, proprio nel cuore del centro storico di Arezzo, ilprimo museo italiano completamente dedicato al mondo del collezionismo storico, il MUNACS, Museo Nazionale del Collezionismo Storico, diretto da Alain Borghini, alla presenza del Sindaco Alessandro Ghinelli e dell’Assessore Marcello Comanducci.
«Per adesso abbiamo riunito all’interno del Munacs un primo gruppo di storici collezionisti aretini – spiega il Direttore Borghini - ogni collezione assume una particolare importanza in quanto racconta l’evoluzione dell’uomo nelle sue innumerevoli sfaccettature. Il nostro scopo principale è dare dignità all’arte di collezionare che spesso viene confusa con una semplice mania compulsiva di accumulo e che invece, se portata avanti con dedizione e studio accurato, assume una funzione sociale di custodia della memoria storica dell’umanità di primaria importanza.»
Il Munacs si presenta come la prima struttura espositiva italiana caratterizzata dalla contemporanea presenza di oltre venti collezioni: dalle medaglie commemorative dell'epoca napoleonica agli spartiti musicali, dai ferri da stiro all'archeologia industriale, dalla storia postale alle bambole, dai cimeli delle due guerre mondiali alle banconote d'occupazione, dagli oggetti tipici della civiltà contadina e rurale agli scaldini e così via.
Grazie all’ecletticità e particolarità degli oggetti esposti e grazie alla profondità e vastità delle conoscenze dei singoli collezionisti partecipanti, i visitatori potranno fare un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio, passando da un'epoca storica ad un'altra, da un ambito spaziale ad un altro, comprendendo come la storia non sia un semplice susseguirsi di date su di un libro, ma sia il continuo avvicendarsi di passioni, incontri e vite, ciascuna delle quali lascia grandi e piccole testimonianze del suo passaggio con gli oggetti che percorrono i secoli e che i collezionisti hanno il compito di custodire e promuovere.
Altro elemento di caratterizzazione di questo nuovo museo, sarà la presenza di un'enorme linea del tempo,lunga più di 16 metri, in cui si illustrerà come l'arte del collezionismo accompagni l'uomo da sempre, fin dall'infanzia del mondo, e come i grandissimi musei di oggi siano tutti nati dalla passione collezionistica dei loro remoti fondatori.