Sabato prossimo tornano i “Colloqui di Raggiolo”
“Nel passato l’importanza della proprietà collettiva, in rapporto a quella privata, è stata molto superiore a quanto si potrebbe pensare”, spiegano gli storici del Dipartimento universitario di Arezzo Andrea Barlucchi e Giuseppe Parigino: “boschi, pascoli, terreni seminativi e a coltura specializzata, zone acquitrinose e alvei dei fiumi, ma anche infrastrutture di trasformazione (mulini, frantoi, macine, forni), di raccolta (peschiere) e produttive (fornaci, ferriere, gualchiere), hanno costituito significative fonti di sostentamento per le popolazioni rurali e di finanziamento per gli istituti comunali. Tale realtà, avvertita come naturale dalle popolazioni”, proseguono i ricercatori, “ha subìto negli ultimi secoli un attacco senza precedenti, supportato ideologicamente da precise e interessate correnti di pensiero, che l’hanno condotta fin quasi alla scomparsa. Si tratta di fenomeni di portata europea che hanno suscitato, a più riprese, interesse nel campo della ricerca storica”.
I Colloqui di Raggiolo si inseriscono nel dibattito generale puntando l’attenzione ull’area toscana con gli approfondimenti, oltre che di Barlucchi e Parigino, anche di Sergio Tognetti, Alessandro Dani, Giovanni Riganelli, Renzo Sabbatini, Stefano Calonaci, Andrea Zagli, Ivo Biagianti e Marina Marengo. All’apertura dei lavori interverranno il presidente della Brigata di Raggiolo Paolo Schiatti e il sindaco di Ortignano-Raggiolo Ivano Versari.