Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie tecnici necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

“Dai giovani aretini forte interesse per l’opportunità professionale rappresentata dal lavoro agricolo, consapevoli che questo rappresenta un preciso stile di vita, che risponde a valori sani di crescita e sviluppo personale e dell’economia, a favore delle famiglie, dei cittadini consumatori, della sana alimentazione e dell’ambiente”. Tutto ciò - nelle parole del presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo, Tulio Marcelli - è dimostrato dalla grande attenzione che i giovani hanno manifestato verso la possibilità di accesso al Fondo strutturale per lo sviluppo rurale dell’Unione Europea attraverso il Piano di Sviluppo rurale”, il piano per l’insediamento dei giovani in agricoltura che la Regione Toscana ha già attivato e che andrà in scadenza il prossimo 30 ottobre. “Ma constatiamo anche con enorme piacere - spiega Coldirettiancora Marcelli – in generale, il progresso dei giovani imprenditori, la loro sempre più forte valenza professionale, che li vede impegnati in un’agricoltura nuova e moderna che è quella del Progetto Coldiretti”.
Le domande di accesso per l’insediamento in agricoltura che stanno giungendo negli uffici di Coldiretti Arezzo, che sono a disposizione per affiancare i ragazzi in questo percorso, con un’attività – spiega il direttore Mario Rossi - di consulenza estremamente innovativa che Coldiretti offre agli aspiranti imprenditori, con lo scopo di portarli a fare vera impresa, fornendo loro le risposte anche ai dubbi e alle incertezze che possono nascere lungo il percorso e nella scelta dei passaggi da intraprendere”.
La crescita delle start up in agricoltura, spiega ancora Rossi, “nasce a volte anche dalla diminuzione dell’offerta di lavoro dipendente, che ha certamente spinto molte persone a valutare l’opzione dell’auto-imprenditorialità, una spinta che però da sola non basta, non è sufficiente perché il fenomeno startup incarna altri mutamenti tipici della modernità, che Coldiretti intende promuovere, affiancando i suoi giovani: penso alla decisiva importanza della dimensione internazionale nell’approccio al business, alla sempre più pronunciata prevalenza del capitale umano su quello fisico in azienda, e qui diventa decisiva anche la nostra capacità di gestire la formazione professionale, oltre all’indispensabilità di una forte dotazione tecnologica, informatica in particolare".
Coldiretti Arezzo, su questi punti, lavora a tutto campo a sostegno e come consulente complessivo dell’impresa agricola, mettendosi a disposizione con i suoi servizi, in un percorso che è tecnicamente delicato: “E’ infatti importante per le aziende – spiega ancora Rossi - insediarsi nei tempi giusti, prestando attenzione alla data di scadenza del bando regionale e alle differenze temporali tra l’insediamento e l’eventuale presentazione della domanda di contributo: la novità introdotta dalla nuova misura 6 impone infatti la presentazione della richiesta per l’ammissione al finanziamento a ridosso dell’insediamento in azienda. Noi siamo qui proprio per accompagnarle”.
Altro elemento decisivo, per il quale Coldiretti Arezzo affianca a tutto campo i giovani, riguarda la programmazione aziendale: “Per fare richiesta di accesso al fondo strutturale per lo sviluppo rurale dell’Unione Europea – insiste Rossi - è fondamentale redigere in tempo anche un dettagliato business-plan aziendale: è evidente che, oltre agli incontri sul territorio, gli uffici Coldiretti sono a disposizione dei giovani per tutti gli approfondimenti necessari, relativi alle procedure per accedere a questi bandi, che consentono di ottenere un sostegno per l’avvio dell’attività imprenditoriale, il cosiddetto ‘premio’, e al tempo stesso di accedere a più misure del Psr per ottenere contributi sugli investimenti”.
Coldiretti Arezzo ricorda che per poter beneficiare del “pacchetto” il giovane deve: avere un’età compresa tra i 18 anni ed i 40 anni non compiuti e deve insediarsi per la prima volta in un’azienda agricola in qualità titolare di azienda assumendosi la piena responsabilità giuridica, civile e fiscale. Deve anche possedere conoscenze e competenze professionali adeguate acquisendo la qualifica di IAP (Imprenditore Agricolo Professionale). Fondamentale poi, presentare un piano aziendale per lo sviluppo dell’attività dell’azienda agricola.