ancora Marcelli – in generale, il progresso dei giovani imprenditori, la loro sempre più forte valenza professionale, che li vede impegnati in un’agricoltura nuova e moderna che è quella del Progetto Coldiretti”.Le domande di accesso per l’insediamento in agricoltura che stanno giungendo negli uffici di Coldiretti Arezzo, che sono a disposizione per affiancare i ragazzi in questo percorso, con un’attività – spiega il direttore Mario Rossi - di consulenza estremamente innovativa che Coldiretti offre agli aspiranti imprenditori, con lo scopo di portarli a fare vera impresa, fornendo loro le risposte anche ai dubbi e alle incertezze che possono nascere lungo il percorso e nella scelta dei passaggi da intraprendere”.
La crescita delle start up in agricoltura, spiega ancora Rossi, “nasce a volte anche dalla diminuzione dell’offerta di lavoro dipendente, che ha certamente spinto molte persone a valutare l’opzione dell’auto-imprenditorialità, una spinta che però da sola non basta, non è sufficiente perché il fenomeno startup incarna altri mutamenti tipici della modernità, che Coldiretti intende promuovere, affiancando i suoi giovani: penso alla decisiva importanza della dimensione internazionale nell’approccio al business, alla sempre più pronunciata prevalenza del capitale umano su quello fisico in azienda, e qui diventa decisiva anche la nostra capacità di gestire la formazione professionale, oltre all’indispensabilità di una forte dotazione tecnologica, informatica in particolare".
Coldiretti Arezzo, su questi punti, lavora a tutto campo a sostegno e come consulente complessivo dell’impresa agricola, mettendosi a disposizione con i suoi servizi, in un percorso che è tecnicamente delicato: “E’ infatti importante per le aziende – spiega ancora Rossi - insediarsi nei tempi giusti, prestando attenzione alla data di scadenza del bando regionale e alle differenze temporali tra l’insediamento e l’eventuale presentazione della domanda di contributo: la novità introdotta dalla nuova misura 6 impone infatti la presentazione della richiesta per l’ammissione al finanziamento a ridosso dell’insediamento in azienda. Noi siamo qui proprio per accompagnarle”.
Altro elemento decisivo, per il quale Coldiretti Arezzo affianca a tutto campo i giovani, riguarda la programmazione aziendale: “Per fare richiesta di accesso al fondo strutturale per lo sviluppo rurale dell’Unione Europea – insiste Rossi - è fondamentale redigere in tempo anche un dettagliato business-plan aziendale: è evidente che, oltre agli incontri sul territorio, gli uffici Coldiretti sono a disposizione dei giovani per tutti gli approfondimenti necessari, relativi alle procedure per accedere a questi bandi, che consentono di ottenere un sostegno per l’avvio dell’attività imprenditoriale, il cosiddetto ‘premio’, e al tempo stesso di accedere a più misure del Psr per ottenere contributi sugli investimenti”.
Coldiretti Arezzo ricorda che per poter beneficiare del “pacchetto” il giovane deve: avere un’età compresa tra i 18 anni ed i 40 anni non compiuti e deve insediarsi per la prima volta in un’azienda agricola in qualità titolare di azienda assumendosi la piena responsabilità giuridica, civile e fiscale. Deve anche possedere conoscenze e competenze professionali adeguate acquisendo la qualifica di IAP (Imprenditore Agricolo Professionale). Fondamentale poi, presentare un piano aziendale per lo sviluppo dell’attività dell’azienda agricola.