Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie tecnici necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Chi abita ad Arezzo, talvolta è costretto a chiedersi perché siamo figli di un dio minore, ma per farsene una ragione, basta indirizzare la propria attenzione verso il Sindaco Ghinelli e la sua giunta.
Pensavamo di averne viste tante da non doverci più meravigliare di niente ma non avevamo fatto i conti né con la “discrezionalità” dell'Ass. Tanti, né con le “casette di legno” dell'Ass. Nisini né, tanto meno, ma facciamo tuttora fatica a crederci, con la prospettiva di vedere il Sindaco Ghinelli andare, con il cappello in mano, a bussare alla porta di ogni museo fiorentino per dare concretezza alla sua gori partito comunista“strizzatina d'occhio” a favore di Uffizi 2.
Non si tratta qui tanto di essere prevenuti quanto della meraviglia di fronte al reiterarsi dello stile che contraddistingue la classe dirigente aretina, ovvero gettare fumo negli occhi dei cittadini “cicalando” di progetti mega-galattici al fine forse di preparare il terreno per la discesa ad Arezzo, magari nel ruolo di Assessore alla Cultura, di un personaggio pluricondannato per calunnia, diffamazione e truffa ai danni dello Stato.
Uffizi 2 non è un'idea bislacca perché sposata, forse con colpevole superficialità, dal Sindaco Ghinelli ma perché, per l'ennesima volta, viene rappresentata la peggiore e consolidata provincialità della città e della sua classe dirigente. Del resto, per una città che è stata “venduta” a Firenze per circa 50.000 fiorini d'oro, è assai curioso, se non del tutto insolito, assistere oggi all'estemporaneo insorgere di un'iniziativa che potrebbe illudere quanto a capacità di esprimere una soggettività ritrovata, una riscoperta orgogliosa della propria storia.
Non comprendiamo infatti perché, ancora una volta, si cerchi fuori dalla città qualche occasione per far parlare di sé al punto da “mendicare” aiuto dagli altri piuttosto che cercare di “conoscere” davvero i tanti tesori di Arezzo. Non basta parlare del bene di Arezzo per volerle davvero bene. Occorre operare in silenzio, senza clamori e senza spot, per il futuro suo e dei suoi cittadini. Bisogna, in buona sostanza, esprimere una vocazione al sacrificio ed una vocazione al lavoro che prescindano dall'immediatezza del “taglio del nastro”.
Risulta assai poco credibile l'ipotesi che questa iniziativa possa condurre a qualche intenzione seria di monitorare il patrimonio artistico, architettonico e culturale aretino, al fine di “costruire” una proposta turistico-culturale seria. E tutto questo perché, grazie ai fin troppo entusiasti ed interessati corifei che ne hanno tessuto gli elogi più sperticati, si definisce sempre di più come il deposito alluvionale di annunci propagandistici.
Ci pare del tutto evidente, che questa amministrazione non riesca a definire una visione strategica della crescita turistico-culturale della città e che non abbia la minima idea di come perseguire l'obiettivo di incentivare un indotto che allevi, il più possibile, il gravissimo danno che, all'economia e al reddito di tutta la città, ha portato la crisi economica con la disoccupazione, in particolare giovanile.
Il Partito Comunista esprime la propria meraviglia per la leggerezza e la superficialità con le quali il Sindaco Ghinelli, considerata la sua recente esperienza di candidato a tale funzione, dimostra oggi di non aver valutato l'utile opportunità di dare almeno una scorsa al nostro programma nel quale si affrontavano, con dovizia di particolari, i temi inerenti ai beni culturali della nostra comunità.
Eppure questo era, ed è tuttora, un contenuto non secondario del programma dei comunisti nemmeno soggetto a diritto d'autore per cui ci saremmo aspettati, più che un “plagio” per il quale rassicuriamo il Sindaco Ghinelli che non chiederemo nessun risarcimento, qualche domanda sul come e sul perché di certe proposte, di certe indicazioni.
Leggere dell'idea di fare di Piero della Francesca il perno di una proposta che andrebbe anche oltre Arezzo, fa sorgere immediata questa domanda: il Sindaco Ghinelli, allora Assessore nella giunta Lucherini, si ricorda la triste figuraccia che è stata fatta con la riapertura al pubblico degli affreschi restaurati della cappella Bacci? Si ricorda l'occasione STORICA persa? E quell'altra idea fantastica di accoppiare alla proposta pierfrancescana una mostra su De Chirico, cosa vorrebbe rappresentare? In città si è molto protestato per lo spostamento della Soprintendenza, ma quello che ha fatto per la conoscenza, la catalogazione e la valorizzazione del patrimonio artistico di Arezzo, ne ha disvelato la drammatica inutilità.
Infine, sperando che il Sindaco Ghinelli non ce ne voglia, vogliamo domandargli: ammesso e non concesso che la “questua” abbia esiti positivi (noi ne dubitiamo...) quante e quali sono e dove sono allocate le risorse per allestire questa fantasmagorica “Uffizi 2” ? Una volta, per sottoscrivere in TV il “patto con gli italiani”, Berlusconi andò a Porta a Porta da Vespa per cui ci domandiamo dove pensa di andare il Sindaco Ghinelli per reperire le risorse necessarie ad evitare che questa possa rivelarsi come l'ennesima “botta di calore” ?
In tempi non sospetti, ovvero quando ancora la malattia non lo aveva colpito duramente, Ivan Bruschi, un nome che non ha bisogno di presentazioni, ebbe a dire che “nei magazzini del Museo Statale d'Arte Medioevale e Moderna c'è una collezione di ceramiche più grande e più bella quella di quella di Deruta”.... Qualcuno vuole, di grazia, controllare prima di andare a “mendicare” altrove? Qualcuno sa che Arezzo è meta di un turismo religioso di origine ortodossa per venerare il dipinto di San Nicola presente in San Domenico?
E questi sono solo alcuni esempi di cosa “abbiamo a disposizione” ma hanno ben poco a che fare con il tono “padronale” con cui il Vice-Sindaco Gamurrini ha parlato della città o con la partecipazione dell'Ass. Magi al tavolo di coordinamento regionale per l'assegnazione dei “lavori socialmente utili” ai profughi/migranti per poter poi “sfruttare” meglio i profughi/migranti stessi.
Forse il Sindaco Ghinelli, che ha tenuto per sé la delega alla Cultura, seguendo questo percorso si prepara, sempre in perfetta continuità con la giunta precedente, a far gestire la cultura da qualche “fondazione di partecipazione” che, magari lontano da Arezzo, qualcuno sta alacremente organizzando.