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C'è anche Matteo Salvini tra i politici che stanno intervenendo in queste ore sul caso della Rsa di Strada. 
"MALEDETTI! Ma come si fa – ha scritto Salvini sulla propria fanpage facebook – a picchiare degli anziani indifesi??? Telecamere in asili e case di riposo, e punizioni severe per questi VIGLIACCHI!”.
E intanto i parlamentari aretini, neo eletti, porteranno la questione in Regione e in Parlamento. 
«Battaglia in Regione Toscana e in Parlamento per attivare sistemi di videosorveglianza in asili e case di riposo. Ne va della tutela dei cittadini più deboli»: l’idea di agire in filiera politica arriva dal Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale della Toscana Maurizio Marchetti, dal Vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera e coordinatore regionale degli azzurri onorevole Stefano Mugnai e dal coordinatore provinciale di Fi ad Arezzo onorevole Maurizio D’Ettore.
I tre esponenti di Forza Italia annunciano azioni univoche dopo l’ultimo caso di ‘ospizio degli orrori’, la casa di riposo di Strada gestita dall’Unione dei Comuni del Casentino, in provincia di Arezzo. D’Ettore e Mugnai, a Montecitorio, hanno già sottoscritto la proposta di legge sulla materia che ha come prima firmataria l’onorevole di Forza Italia Annagrazia Calabria e che proprio questa mattina è stata presentata alla stampa alla Camera: «Nulla – affermano i tre esponenti di Forza Italia – può giustificare le immagini di ributtante violenza verbale e fisica in luoghi a cui le famiglie affidano assistenza e cura dei loro cari in condizione di minorata difesa. Parliamo delle case di riposo ma anche degli asili, da cui troppo spesso arrivano notizie di casi come quello di Strada».
«Quando gli investigatori installano i loro impianti – osservano Marchetti, Mugnai e D’Ettore – è a seguito di una denuncia, e dunque a fatti ormai perpetrati. Sistemi di videosorveglianza continua garantirebbero invece che simili fatti avvengano. La sicurezza dei deboli deve superare, nelle intenzioni del legislatore, il diritto alla privacy di lavoratori e ospiti. In ogni caso, la proposta di iniziativa parlamentare dell’onorevole Calabria avanza una soluzione normativa ragionevole che contempera i diversi interessi coinvolti dando prevalenza alla tutela dei minori e degli anziani nell’ottica di una regolamentazione pienamente conforme anche al dettato costituzionale. Altrimenti si arriva a questi casi limite su cui le verifiche ordinarie dei canali istituzionali possono non bastare».
Allora via, rilanciando una proposta normativa che Forza Italia aveva già sottoposto tempo addietro al Consiglio regionale, ma che venne respinta: «Proprio io – ricorda Mugnai che all’epoca era vicepresidente della commissione regionale sanità – fui il promotore della mozione bocciata dalla maggioranza regionale e che poi venne presentata in vari consigli comunali, con esiti positivi o negativi a seconda delle maggioranze». Marchetti ora è pronto alla staffetta: «La ripresento», annuncia. «E in parlamento porteremo avanti la battaglia per ottenere una legge nazionale», chiosano D’Ettore e Mugnai.
In giornata arriva anche il comunicato del comune di Arezzo a firma del sindaco Alessandro Ghinelli e dell'assessore alle poltiche sociali Lucia Tanti. 
Arezzo è pronta. Vorremmo che lo fosse anche il Parlamento. La vicenda degli anziani maltrattati che ha coinvolto un Comune della provincia fa tornare all’attenzione un tema sul quale questa amministrazione sta insistendo da tempo. Le telecamere nei luoghi di cura e negli istituti scolastici.
Lunedì prossimo è in programma un appuntamento con Paola Petruccioli, presidente della casa di riposo Fossombroni. Proseguiremo nel dialogo che ha portato a un punto fermo che dimostra come l’istituzione caritatevole cittadina più prestigiosa sia all’avanguardia nella consapevolezza dei problemi. Dalla Casa Pia è pervenuta infatti la disponibilità a diventare luogo di sperimentazione delle telecamere nei propri ambienti.
Arezzo c’è. E c’è anche grazie all’attività dei parlamentari del territorio Maurizio d’Ettore e Stefano Mugnai, entrambi firmatari di una proposta di legge insieme alla prima firmataria Anna Grazia Calabria, che speriamo incontri miglior sorte della precedente. Il tema è sempre quello di permettere alle case di cura o altre istituzioni di dotarsi di ausili tecnologici. Per la sicurezza dei pazienti, la tranquillità delle famiglie e il buon lavoro di chi vi opera.
Un appello dunque al Legislatore: assumete Arezzo come città capofila di una sperimentazione che possa poi diffondersi a livello nazionale. Il Comune e l’istituzione caritatevole che più rappresenta la città, grazie alla presidente Petruccioli, danno la totale disponibilità ad assumere questo ruolo. Prendeteci a modello come Comune pilota della sperimentazione anche prima di avere licenziato una legge non più rinviabile.