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"Salviamo la Casa delle Culture", le associazioni che si sono schierate per mantenere questo spazio pensato dalla precedente amministratore hanno consegnato  la delibera di iniziativa popolare.



"Nei giorni scorsi, dopo l’annuncio di una probabile chiusura della Casa delle Culture, come Associazioni che a vario titolo e in diverso modo hanno operato all’interno di questa struttura, abbiamo espresso le nostre preoccupazioni per le conseguenze di tale decisione e manifestato la nostra contrarietà. Con l’iniziativa di oggi chiediamo che del problema venga investito il Consiglio Comunale perché le attività che vi si svolgono hanno una tale rilevanza per la vita cittadina che ci sembra giusto sia il massimo organo rappresentativo comunale a discuterne e anche a valutarne gli effetti, sicuramente negativi, derivanti dalla sua chiusura.
Così come prevede lo Statuto del Comune di Arezzo all’art. 15, presentiamo una proposta di Delibera di iniziativa popolare da adottarsi da parte del Consiglio Comunale di Arezzo, nella quale si impegnano Sindaco e Giunta a dare continuità all’attività della Casa delle Culture, a confermare la destinazione dell’immobile, ad arricchirne l’attività attraverso un confronto aperto con le associazioni che operano nel campo dell’integrazione, per favorire una positiva convivenza ad Arezzo.
La proposta di delibera è sottoscritta da oltre 500 cittadini (lo Statuto ne richiede almeno 300).
Ci auguriamo che il Consiglio Comunale possa discutere approfonditamente della Casa della Culture colmando anche un vuoto d’informazione che sembra esserci sui costi reali, sulla sua attività complessiva e sull’impatto positivo che essa realizza nel favorire la convivenza e la coesione sociale in città. Questo non è un tema da poco, soprattutto in un momento nel quale, in alcune occasioni, è stato chiaro che convivenza e coesione sociale non sono scontate in assenza di luoghi e strutture che lavorano per realizzarle.
La casa delle Culture non è semplicemente uno sportello (front office) che da informazioni a cittadini stranieri. E’ molto di più.
E’ un luogo dove convivono insieme servizi previsti dall’Amministrazione comunale e affidati, attraverso bando e gara, a un gestore (OXFAM) e che sono quelli che, ovviamente, determinano un costo per il Comune, e servizi e attività che la stessa Oxfam e tutte le altre associazioni realizzano, a loro carico e senza oneri per l’Amministrazione. Questa convivenza è stata molto positiva e ha dato ottimi risultati, creando un’integrazione tra le diverse esperienze e anche tra diversi approcci culturali.
Nella Casa delle Culture c’è uno sportello che supporta e accompagna cittadini stranieri, e anche italiani, nello svolgimento di pratiche amministrative a volte complesse e astruse per chi non ha padronanza della lingua e non conosce le interazioni tra i diversi uffici. Lo sportello collabora direttamente con alcuni di questi uffici (Prefettura, Questura, ASL, Comune e altri).
Nella Casa delle culture, senza oneri per il Comune, vengono organizzati corsi di lingua italiana per stranieri adulti. Vengono organizzati per tutta la settimana doposcuola per alunni delle elementari e medie, sempre senza oneri per il Comune. E ancora senza oneri funziona la biblioteca con sala di lettura, dove accedono scuole e singoli cittadini e dove si tengono corsi e laboratori di musica, di lettura, di animazione per bambini stranieri e italiani. E sempre senza oneri sono state realizzate attività e iniziative culturali su diversi temi; corsi di cucina e di cucito per donne straniere; incontri di lettura per ragazzi e per adulti; incontri e feste di comunità straniere presenti ad Arezzo; scambi di conoscenza e di ospitalità tra famiglie aretine e famiglie straniere; e altre iniziative.
Gli stranieri presenti nella nostra città, cittadini di Arezzo, conoscono e “riconoscono” la Casa delle Culture come luogo di accesso e di incontro con la città stessa: spesso li abbiamo sentiti identificare l’insieme della struttura come “il Comune”.
Fino a pochi giorni fa non avevamo notizie sulla destinazione della struttura nel caso dell’annunciata chiusura; adesso è stata manifestata l’intenzione di utilizzarla per corsi universitari di ingegneria. Senza mettere assolutamente in discussione la loro importanza, ci domandiamo se non è possibile trovare una loro collocazione adeguata senza chiudere la Casa delle Culture.
Far cessare le esperienze che lì si sono realizzate, fare a meno dei rapporti e delle conoscenze che lì si sono costruiti, che tra l’altro hanno anche potenzialità di ulteriori miglioramenti e sviluppi, è una perdita grave che non possiamo permetterci.
Il Consiglio Comunale, a norma di Statuto, dovrebbe discutere la nostra proposta di delibera entro sessanta giorni. Ci auguriamo che lo faccia. C’è ancora tempo per una riflessione pacata e approfondita sull’argomento e per dare un futuro a questa importante struttura.
Le associazioni:

Associazione Nausika

Ass. Culturale interno 12

Gruppo di lettura “gli instabili”

Liberamente A.P.S

Ass. Donne Insieme

Centro per l’Unesco di Arezzo

Ass. Camminando S’apre Cammino

Orchestra Multietnica di Arezzo

Oxfam

Arci Arezzo

Arci solidarietà

Ass. Pratika

Progetto 5

Legambiente

Segni Concreti

No Mad

Soci Coop.Fi sezione Arezzo

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