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Oscar Wilde diceva “Ho dei gusti semplicissimi; mi accontento sempre del meglio”, e noi il meglio ce lo abbiamo in casa, firmato Made in Italy, per questo è dovere tutelare e salvaguardare tutte quelle produzioni che rendono il nostro Paese così famoso nel mondo. Ecco perché è partita anche ad Arezzo la petizione #stopcibofalso, una mobilitazione popolare nei confronti dell’Unione Europea per fermare il cibo falso e proteggere la salute, tutelare l’economia, fermare le speculazione e difendere l’agricoltura aretina.
La raccolta di firme rivolta al Presidente del Parlamento Europeo e lanciata da Coldiretti e Fondazione Campagna Amica in ogni farmers’ market d’Italia e on line sui siti www.coldiretti.it e www.campagnamica.it ed ha preso il via anche ad Arezzo con la sottoscrizione di #stopcibofalso da parte delle istituzioni, di molti cittadini e anche dell’amministrazione comunale capitanata dal Sindaco Ghinelli e da tutta la sua giunta.
“Noi di Coldiretti non ci fermiamo – ha detto Tulio Marcelli, Presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo - abbiamo lanciato questa petizione e ringrazio il sindaco di Arezzo e la giunta per aver aderito subito alla mobilitazione e per la sensibilità mostrata sul tema. Questa è una battaglia importantissima perché vogliamo che ci siano regole uguali in tutta l’Unione Europea, richiediamo che l’indicazione di origine dei nostri prodotti, sia sancita anche a livello europeo, se siamo un Paese fondatore dell’Unione Europea è giusto che le regole vengano dettate anche da paesi come l’Italia quindi la nostra battaglia continua e raccoglieremo migliaia e migliaia di firme per cercare di fermare questa iniziativa”.
“Abbiamo firmato questa petizione convintamente tutti, io per primo perché l’identificazione di un luogo di origine di un prodotto è garanzia sicura per i consumatori e allo stesso un modo per garantire la produttività delle aziende che lavorano in qualità nei nostri territori – ha dichiarato il Sindaco di Arezzo Alessandro