Musei, archivi e biblioteche, da oggi più certezze nei finanziamenti
Accreditati in base ai requisti previsti dalla normativa regionale, i soggetti destinatari delle risorse saranno valutati tenendo conto dei criteri che fanno riferimento alla dimensione e alla qualità dei servizi offerti. Tali soggetti, quindi, potranno contare su un sostegno finanziario più stabile nel tempo, che permetterà di ampliare le proposte e renderle stabili, così da garantire servizi duraturi e di qualità. Per fare degli esempi, tra i criteri di valutazione per i musei che rientrano nel sistema di finanziamento, ci sono le dotazioni fisse e le strutture per attività didattiche, di documentazione e studio, i servizi di accoglienza, le aperture al pubblico, il numero di visitatori per metro quadrato di superficie aperta al pubblico, le attività educative o le viste guidate, il numero di utenti per tipologia di attività. T ra i criteri di valutazione per le reti documentarie, ci sono il numero di istituti aderenti alla Rete, l'entità e l'accessibilità del patrimonio bibliografico complessivo della rete, i prestiti interbibliotecari, la spesa per l'acquisto di materiale bibliografico, le ore medie settimanali di apertura, il livello di accessibilità degli istituti della rete rispetto ai disabili motori, sensoriali e intellettivi-cognitivi.
La vice presidente della Toscana e assessore alla cultura sottolinea che si tratta di un nuovo sistema di finanziamento che favorisce l'ampliamento e la qualità dei servizi culturali rivolti a tutti i cittadini. Questi provvedimenti si inseriscono in un sistema di azioni che la Regione sta portando avanti - prosegue la vice presidente - per garantire ai cittadini il diritto a partecipare alla vita culturale attraverso l'educazione, perché la fruizione del patrimonio culturale non resti appannaggio di pochi, ma si apra democraticamente all'intera comunità dei cittadini, perché l'accesso alla cultura non sia consumo occasionale, ma partecipazione.