Origine del grano in etichetta, Coldiretti: "traguardo raggiunto" VIDEO
Coldiretti Arezzo così come tutta la Coldiretti nazionale ha portato avanti questa battaglia negli ultimi anni ed oggi, ha voluto condividere il risultato con una conferenza stampa che si è tenuta presso la Sala Rosa del Comune di Arezzo, alla presenza del Presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo Tulio Marcelli, del Direttore di Coldiretti Arezzo Mario Rossi, del Vicesindaco di Arezzo Gianfrancesco Gamurrini, del Presidente della Camera di Commercio Andrea Sereni oltre al Presidente dell’Associazione Cuochi Arezzo Gianluca Drago.
“Grano 100% Made in Italy per questo sinonimo di produzioni di qualità – commenta il Presidente Marcelli – un nuovo passo in avanti quindi che è il risultato della guerra del grano lanciata da Coldiretti con decine di migliaia di agricoltori scesi in piazza per difendere il Granaio Italia contro l’invasione di prodotto straniero, di bassa qualità e trattato con sostanze vietate nel nostro Paese come il glifosate, da oggi – prosegue Marcelli – il cittadino consumatore potrà scegliere se acquistare grano prodotto in Italia o proveniente da altri paesi, una mossa determinante nella direzione della trasparenza dell'informazione ai consumatori in una situazione in cui, però, ¼ della spesa degli italiani resta anonima”.
Nel corso della conferenza sono state presentate le nuove etichette obbligatore per la pasta ed il riso, ed illustrato cosa prevede il provvedimento, il decreto grano/pasta in particolare annuncia che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia devono avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture: a) Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato; b) Paese di molitura: nome del paese in cui il grano è stato macinato. Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE. Se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l'Italia, si potrà usare la dicitura: "Italia e altri Paesi UE e/o non UE.
“La tutela delle produzioni di eccellenza italiane e conseguentemente quella dei consumatori è sempre stata una delle priorità del nostro sistema camerale – afferma il Presidente della Camera di Commercio di Arezzo Andrea Sereni - siamo soddisfatti dell'obbligo che interessa, assieme al riso, un alimento, come la pasta, che rappresenta un elemento identitario della nostro cultura enogastronomica. L'augurio è che, nel brevissimo futuro, un'indicazione certa della provenienza delle materie prime sia presente in ogni cibo o bevanda presente nelle tavole italiane ed europee”.
Il decreto per l’etichettatura d’origine della pasta punta anche a contrastare le speculazioni che hanno provocato il crollo dei prezzi del grano italiano al di sotto dei costi di produzione con una drastica riduzione delle semine e il rischio di abbandono per un territorio di 2 milioni di ettari coltivati situati spesso in aree marginali.
“Un importante traguardo quello raggiunto da Coldiretti – dice il vicesindaco del Comune di Arezzo Gianfrancesco Gamurrini - ottenere l’etichettatura del grano per la pasta rappresenta per l’associazione di categoria la vittoria di una battaglia che portava avanti da tempo. E questa battaglia condotta con determinazione a tutela, in primo luogo, del consumatore e dei nostri produttori non può che raccogliere il plauso anche dell’amministrazione comunale”.
Durante la conferenza è stata presentata la sfoglia di Campagna Amica realizzata con la farina di Grano Verna a simbolo della vittoria delle imprese agricole e dei consumatori.
“Un grande risultato – rimarca Gianluca Drago Presidente dell’Associazione Cuochi Arezzo – preparare i nostri piatti con la consapevolezza di utilizzare ingredienti 100% Made in Italy a cominciare dalla pasta, è un valore aggiunto per tutti i cuochi che sanno esaltare al massimo le materie prime. Noi privilegiamo sempre il prodotto a Km zero e di Campagna Amica” ha detto Drago ricordando la collaborazione che lega le due associazioni.
“Il nostro Paese è il principale produttore europeo e secondo mondiale di grano duro, destinato alla pasta con 4,3 milioni di tonnellate su una superficie coltivata pari a circa 1,3 milioni di ettari – spiega il Direttore di Coldiretti Arezzo Mario Rossi - Arezzo ha il primato per il grano tenero, coltivato soprattutto in Val di Chiana. Sono moltissime le imprese agricole che coltivano grano in aree in cui se non vi fosse questa coltivazione resterebbero incolte. Il traguardo dell’etichetta trasparente grano/pasta, - ricorda Rossi - prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta il Paese di coltivazione del grano e quello dove è stato macinato. Le indicazioni sull'origine dovranno, inoltre, essere apposte in etichetta in un punto evidente in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili”.