Arezzo, truffa on line "in famiglia". Scoperti madre e figlio dalla postale
L’ignaro acquirente ha pagato quindi il prezzo pattuito, senza però mai ricevere il telefono acquistato, perdendo poi ogni contatto con il venditore che non rispondeva più alle sue chiamate. Con il passare dei giorni la vittima ha realizzato di essere stata truffata e si è decisa così a presentarsi al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sansepolcro.
Le immediate indagini consentivano di appurare quasi subito che il malcapitato era purtroppo solo una delle innumerevoli vittime del disegno criminoso che madre e figlio avevano messo in atto. Difatti, dall’esame dei movimenti della sola carta di credito indicata dalla vittima, risultava che negli ultimi giorni erano state almeno altre cinque le persone cadute nella rete dei truffatori, con una media di 600,00 euro di guadagno illecito ogni due giorni; i malcapitati sono residenti nelle città di Arezzo, Ravenna, Bologna, Ancona e Cesena.
In considerazione della portata dell’azione criminosa, gli Agenti della Polizia di Stato decidevano di accelerare l’attività investigativa e contattavano tutte le altre vittime della coppia, acquisivano poi tutti gli elementi di prova utili ad incastrare i due truffatori, dalle utenze di cellulare utilizzate, ai collegamenti alla rete informatica, ed infine i filmati delle telecamere di videosorveglianza posti in prossimità dei bancomat dove risultavano essere state prelevate le somme di denaro. Dall’incrocio dei dati in possesso e la visione dei filmati delle telecamere di sicurezza, gli agenti operanti individuavano con certezza i due e nella giornata di ieri si presentavano presso la loro abitazione dove rinvenivano e sequestravano la carta di credito e tutto il materiale utilizzato per porre in atto le truffe.
Da un primo esame del materiale sequestrato è emerso che i finti annunci di cellulari in vendita siano solo la minima parte dell’attività della coppia, infatti in altri siti risultano innumerevoli annunci di vendita di scarpe, materiale informatico, vestiti ed altro, per un giro di affari ancora da quantificare. I due, B.N. di anni 27 e P.S. di anni 52, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso Tribunale di Perugia per il reato di truffa aggravata in concorso.