"Un 2017 intenso, la crisi non è ancora finita": il bilancio di fine anno di Confesercenti VIDEO
L’associazione ha quindi per esempio promosso l’installazione delle telecamere a La Catona per dare un segnale di sicurezza. Impegno anche sulla vicenda relativa all’incendio dell’edicola a Ponte alle Forche a San Giovanni Valdarno dove abbiamo ottenuto l’installazione delle telecamere. Lunga poi la lista di iniziative sia in centro che nei quartieri in modo che si possa rafforzare il rapporto tra i commercianti, i residenti e la clientela. Di gran successo in valtiberina la rassegna dei Mercoledì di Anghiari capaci di attrarre turisti e visitatori. Ad Arezzo confermate con successo le feste nei quartieri, prima fra tutte “via Romana in festa”. “Una fidelizzazione – dice il presidente Mario Landini – che oggi, più di prima, è importante anche per alzare i livelli di sicurezza e presidio del territorio. È importante ricordare che perché ci sia sicurezza è fondamentale che i negozi continuino a tenere alzate le saracinesche”. Nell’ottica di una città sempre più decorosa e sicura rientra a pieno titolo l’idea di una città turistica. “Per il futuro – aggiunge Mario Landini – il turismo giocherà un ruolo decisamente importante. È quindi importante fare di Arezzo una meta accogliente. Abbiamo, anche per questo, dato il nostro contributo intorno a tematiche che l’amministrazione comunale per esempio ha portato avanti con nuove regolamentazioni sulla salvaguardia del decoro del centro storico ma anche in tema di consumo di alcolici. Impegno immutato anche sul contrasto alle sagre selvagge che ha portato alcuni comuni ad adottare un regolamento”. Confesercenti ha poi proseguito l’azione sul contrasto al fenomeno dell’abusivismo nei mercati. Numerose le campagne per mettere in guardia i consumatori dai rischi che si corre ad acquistare merce contraffatta da venditori abusivi. Intensa anche l’attività di sostegno alle aziende grazie all’ufficio credito e all’Agenzia Formativa. “Continuiamo – ha puntualizzato il presidente Mario Landini - a sostenere le aziende con finanziamenti ma anche con la formazione. Nel 2017 abbiamo anche organizzato un corso in tema di sicurezza con il colonnello Carlo Corbinelli, per offrire ai commercianti preziosi consigli da utilizzare per alzare il livello di guardia tra le vetrine”.
IL COMMENTO DI CHECCAGLINI
Un anno a fianco delle e piccole, medie imprese. “È importante – puntualizza il direttore Mario Checcaglini - far sentire la loro voce alle istituzioni impegnate per esempio nella riforma del turismo e del commercio e in tutte quelle circostanze in cui le modifiche ai regolamenti che consentano di regolamentare l’ingresso della grande distribuzione nelle nostre città: tutte le norme anche le più semplici, come quelle di una conferenza che esaminasse gli aspetti burocratici delle richieste o che tali strutture non potessero essere insediate in comuni di piccole dimensioni ma vicini a grandi città, seppur previste dalle norme della regione Toscana hanno trovato l’ostacolo delle norme nazionali che regolano la concorrenza, usate poi per scardinare ogni approccio regolamentario”. “Ma il problema esiste – aggiunge il direttore di Confesercenti - e la politica se ne deve rendere conto: la piccola distribuzione soffre, da un lato per la presenza di media e grande e oggi anche dell’online; i nostri centri storici rischiano di perdere importanti presidi come sentiamo tutti i giorni l’eco dalle nostre vallate: Montevarchi, Sansepolcro, Bibbiena, Poppi e Camucia”. E’ un grido di allarme e preoccupazione per le attività che chiudono e i fondi che faticano a trovare nuove attività che le occupano”. Per Checcaglini: “Occorre rendersi conto delle conseguenze se non si salvaguardia il tessuto della piccola impresa. Le norme della regione Toscana prima delle ‘lenzuolate’ di liberalizzazione del commercio aveva norme che prevedevano limiti di superficie ma questo non ha impedito la presenza della grande e grandissima distribuzione che è cresciuta anche in Toscana, ma che oggi senza regole può debordare. A questo aggiungiamo gli orari: da aperture domenicali concordate e in numero limitato si sta passando all’eccesso opposto, aperture senza limiti. All’apertura domenicale oramai non si può rinunciare anche per la necessità di favorire lo sviluppo dei consumi e la ricerca di quelli del turista, ma un numero di domeniche, p meglio di festività in cui è obbligata la chiusura, è necessaria”.