Donne e diabete, ad Arezzo una giornata di informazione
L’edizione 2017 della Giornata è dedicata, in particolare, alla prevenzione di questa patologia nelle donne, per fare sensibilizzazione sull'importanza di un accesso equo per tutte coloro che soffrono di diabete o sono a rischio di svilupparlo; sull’importanza dei farmaci e delle tecnologie essenziali per la gestione del diabete, nonché sull’importanza dell’informazione, necessaria per ottenere risultati ottimali nel trattamento del diabete e rafforzare la capacità di prevenirlo.
“Una donna su dieci è infatti diabetica” – spiega Lucia Ricci direttore Diabetologia Arezzo - I momenti cruciali nella vita ormonale delle donne, il sovrappeso e l'obesità, la scarsa attività fisica, l'assunzione di farmaci, la predisposizione genetica contribuiscono all'aumento del diabete nel genere femminile. Uno stile di vita sano e l'attenzione alla qualità e cottura del cibo servono per prevenire il diabete di tutta la famiglia, ecco perché è importante il ruolo della donna”.
Nello stesso giorno, sono previsti anche eventi collaterali: saranno illuminati di azzurro i monumenti dei comuni di Arezzo, Monte San Savino, Castiglion Fiorentino, Subbiano, Poppi ed Anghiari. Infatti l'azzurro è il colore del cerchio che simboleggia la Giornata in tutto il mondo e questo testimonia la volontà di aderire alla campagna di prevenzione di questa malattia, caratterizzata da complicanze acute e croniche (ipoglicemia, complicanze agli occhi, ai reni, al cuore, alla circolazione, ai piedi, alla circolazione cerebrale, con esiti molto invalidanti ed anche potenzialmente mortali).
La giornata mondiale del diabete è stata istituita dall'International Diabetes Federation e dall’Oms nel 1991. Nel nostro Pese viene organizzata dal 2002, grazie alle Società scientifiche e con il supporto delle Aziende sanitarie, di medici e infermieri, diabetologi, dietisti, associazioni di pazienti, volontariato. La campagna, denominata “Sfidiamo il Diabete”, ha la finalità di sensibilizzare i cittadini e informarli correttamente su questa patologia che, in Italia, interessa poco meno del 7% della popolazione tra casi diagnosticati (3 milioni di persone, pari 4.9%) e non ancora diagnosticati (1 milione di persone, pari all’1.6%).