I 20 anni della mensa Caritas: domenica il pranzo con i cuochi di Masterchef
Gestita dalla parrocchia del Sacro Cuore con il coordinamento e il sostegno della Caritas diocesana, si avvale della collaborazione di una sessantina di volontari e domenica 8 ottobre alle ore 13, la mensa di piazza Giotto si aprirà a tutti coloro che vogliono condividerne gli ideali partecipando ad un pranzo domenicale, i cui proventi andranno a favore della mensa stessa.
L’iniziativa, promossa da alcuni privati, da sempre vicino al mondo della solidarietà, in accordo con la Caritas diocesana, prevede un pranzo domenicale assieme ai consueti ospiti della struttura, cucinato da chef speciali (noti al pubblico televisivo per aver partecipato alla quarta edizione di Masterchef Italia).
Il menù proposto sarà simbolico e ricco di contenuti. “Arezzo è una città accogliente, la solidarietà è nel suo DNA – sottolinea il pediatra Italo Farnetani, uno dei protagonisti dell’iniziativa. Le prime strutture in città dedicate all’accoglienza dei bisognosi risalgono all’anno 1000 e, da allora, la comunità aretina non si è mai tirata indietro davanti al bisogno dell’altro. Con la nostra iniziativa intendiamo contribuire a far sì che la mensa di piazza Giotto, che lo scorso anno ha fornito diciottomila pasti, continui ad essere un punto di riferimento per tutti coloro che versano in una situazione di difficoltà”.
“Da venti anni la mensa diurna della parrocchia del Sacro Cuore è aperta a tutti coloro che si trovano in una situazione di bisogno e necessitano di un pasto caldo – sottolinea mons. Giuliano Francioli, direttore della Caritas diocesana. “I bisogni sono crescenti e sempre più le richieste provengono anche da aretini in difficoltà per i motivi più vari. In questi venti anni è cambiato il mondo e la Caritas, con le proprie risorse e con i tanti volontari, cerca di andare incontro alle varie necessità che si presentano quotidianamente”.
“Iniziative come questa di domenica 8 ottobre sono lodevoli, così come lo sono altre in atto da tempo, e ringrazio tutti i promotori dell’iniziativa perché, con il loto gesto, favoriscono l’attenzione di tutti noi sui bisogni primari che, troppo spesso, diamo per scontato e che, invece, sempre più persone necessitano. Un grazie sincero anche a tutti coloro che, negli anni, hanno donato il proprio tempo perché tante persone potessero essere accolte con un piatto caldo, trovando in esso un ristoro non solo fisico ma – spesso – anche per l’anima”, conclude mons. Francioli.