Parco cicloturistico, parco artistico o agricolo: le proposte per l'ex centrale di Santa Barbara
Mentre l’omonima centrale, convertita dal 2006 in un impianto a ciclo combinato, rimane attiva, la miniera di Santa Barbara non è più utilizzata dal 1994 ed è già al centro di un progetto di recupero e riqualificazione, uno dei piani di riassetto ambientali più importanti d’Italia grazie alla collaborazione tra Regione Toscana, Comuni ed azienda. Come annunciato a giugno, Enel ha deciso fare di più con un ulteriore progetto, che applicherà i principi di “Futur-e”, programma lanciato dall’azienda per riqualificare i siti di 23 centrali termoelettriche che hanno concluso il loro ruolo nel sistema energetico o stanno per farlo: attraverso soluzioni sostenibili e innovative, le dismissioni degli impianti diventano nuove opportunità per i territori che le ospitano.
Il progetto entra quindi nel vivo: da maggio 2017 si è svolta una prima fase istruttoria di analisi del territorio e di ricognizione degli attori da parte del Politecnico di Milano e sono stati individuati tre principali scenari di sviluppo per l’area, in maniera compatibile e integrata con i progetti già esistenti e sulla base di studi del contesto economico e dei piani urbanistici. Il primo scenario, “Parco cicloturistico”, prevede la creazione di un parco che integri più attività facendo dell’area un luogo di eccellenza e punto di riferimento per vacanze, sport, tempo libero, benessere fisico, ma anche per la sperimentazione nel campo della mobilità sostenibile. Il secondo scenario è il “Parco agricolo e artistico”, con presenza di boschi, coltivazioni, attività di ricerca e spazi dedicati all’arte. Il terzo, “Ricerca nel campo della geologia e delle attività produttive innovative”, propone di dar vita ad un polo di eccellenza nei settori delle geotecnologie, geofisico e sismico, collaborando con il mondo universitario e con l’Incubatore del territorio. Alcune proposte sono comuni a tutti gli scenari di sviluppo: la creazione di un museo dell’energia diffuso, l’apertura ad eventi artistici, la valorizzazione di eccellenze locali, la realizzazione di aree turistiche e di osservazione e la valorizzazione dei laghi per attività di pesca e balneazione.
Il workshop ha permesso di testare, valutare e arricchire gli scenari emersi direttamente con il territorio e i suoi rappresentanti, con un approccio trasversale e multidisciplinare, in cui ogni punto di vista costituisce un prezioso contributo al successo dell’iniziativa.
Gli scenari emersi e integrati con idee, spunti, osservazioni individuati nel corso della giornata saranno poi elaborati e ulteriormente sviluppati da circa 70 giovani ricercatori internazionali, 50 del Politecnico di Milano e 20 dell'Università di Firenze, che dal 10 al 13 ottobre trascorreranno alcuni giorni a Cavriglia per verificare e integrare il lavoro già svolto. I risultati delle attività di workshop porteranno quindi a definire gli ambiti di intervento che saranno al centro dei concorsi di progetto che verranno lanciati all’inizio del 2018.