Il Polifonico è entrato nel vivo
L’esibizione clou è stata affidata alla Compagnia del Madrigale, prestigioso gruppo lirico che ha omaggiato l’anniversario di Claudio Monteverdi con nove madrigali amorosi, eseguiti con ottima interpretazione e ispirati a famosi brani poetici. Applausi e bis non sono mancati alla fine della suggestiva esecuzione che con grande stile ha siglato l’apertura ufficiale.
In realtà già dalla mattina e nel pomeriggio erano iniziate davanti alla giuria, sempre in Pieve, le esibizioni dei gruppi corali in gara, categoria canto gregoriano, conto monodico medievale, voci miste, gruppi corali, voci pari e voci bianche. Oggi, venerdì 25 agosto, intera giornata, ore 9,30, ore 15 e ore 21, dedicata al programma sacro, monografico e canto popolare. Molto atteso e sicuramente di grande impatto lo spettacolo che chiuderà la serata alla Pieve, ideato dal maestro Fabrizio Barchi, direttore del Coro Musicanova di Roma: ricco di arie amorose del repertorio romano, ha una scenografia teatrale che avrebbe avuto maggior risalto all’aperto, (soluzione resa impraticabile dalle recenti circolari sulla sicurezza), ma che non mancherà di entusiasmare i presenti nella cornice suggestiva della chiesa romanica.
Sabato 26 agosto tutto si sposterà al Teatro Petrarca, ribalta aretina altrettanto ambita e prestigiosa, con la ripresa dei cori in gara e i due momenti finali per l’assegnazione del Gran Premio Città di Arezzo, ore 16 e del Premio ai cori vincitori, ore 21, sempre alla presenza di autorità e con il coro Musicanova. L’ultimo imperdibile momento musicale sarà alle 18,30 nella Chiesa di San Michele, con il gruppo Odhecaton, diretto da Paolo Da Col, che eseguirà brani di Monteverdi, compositore ampiamente omaggiato in questa edizione del Concorso.
Un’edizione che ancora riserva sorprese ed emozioni, ma che ha già dato prova di efficiente organizzazione ed alto livello artistico, e che soprattutto ha il merito di aprire un’importante ribalta e momento d’incontro per musicisti, coristi, appassionati di musica, offrendo l’occasione di portare il nome e la bellezza di Arezzo in giro per il mondo, come ‘capitale della musica’, città ospitale e punto di orgoglio per chi ha l’opportunità di calcare le sue ribalte canore, e l’emozione che si legge nei volti dei coristi stranieri ne è la riprova. Un’occasione di incontro nell’armonia delle note e nell’amicizia tra le varie culture, che diventa anche un notevole volano turistico ed economico, come è stato sottolineato nel Convegno svoltosi tra grandi esperti all’Accademia Petrarca.