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Sinistra Italiana interviene sulla politica della giunta Ghinelli in tema di sicurezza urbana: "I recenti fatti di cronaca aretina ripropongono come urgente il tema della sicurezza cittadina a cui il Sindaco ha già prontamente risposto con il divieto di vendita di bevande alcooliche a cui seguirà l’attivazione dei poteri sanzionatori collegati al DASPO urbano che verranno richiesti dalla lista “ORA GHINELLI” al Consiglio Comunale, auspicando su ciò “un voto unanime, perché la sicurezza dei cittadini non ha colore politico”. La sicurezza, è vero, non ha colore politico, mentre come realizzarla è una questione politica. Un esempio viene proprio da Cristiano Romani, esponente di “La destra” che, strumentalizzando il suo ruolo di volontario della Croce Bianca, fa politica per dichiarare: “avere le forze dell’ordine presenti è da deterrente contro i reati, tranquillizza la gente, calma gli animi. Ed è così che dovrebbe SEMPRE succedere. In ogni punto e luogo di Arezzo. Dobbiamo fare in modo che questi presidi capillari non siano l’eccezione ma diventino la regola”.  Entrambi gli esponenti di destra, nelle loro dichiarazioni, vagheggiano un’Arezzo “com’era” immaginandola sicura, pacifica e solidale, forse “com’era” quando governava il centrosinistra che, però, non è mai ricorso a misure repressive come quelle sopra richiamate, né ha mai pensato a militarizzare la città, come desidera Romani, per affrontare una “emergenza criminalità” un po’ farlocca perché smentita dai dati della Questura (secondo cui i reati commessi nel territorio comunale e provinciale sono in calo rispetto all’anno precedente e a Saione, quartiere da sempre nell’occhio del ciclone, la riduzione degli eventi criminosi ha sfiorato il 10%). L’idea, quindi, di affrontare il tema della sicurezza cittadina per migliorare le condizioni di vivibilità di tutti i suoi abitanti è tema serio che non può essere affrontato solo con la scorciatoia securitaria proposta dalla destra cittadina: la sicurezza si costruisce con processi di inclusione e integrazione sociale e culturale, di cui l’amministrazione ha il dovere di farsi carico. La sicurezza costruita con la repressione non ha mai funzionato e, anzi, è pericolosa perché esaspera le disuguaglianze innescando sempre maggiori conflitti, senza rimuove le cause dell’insicurezza le quali, lasciate intatte, si rafforzano e si espandono, trasformando un fenomeno gestibile in uno sempre meno gestibile. Chi sa amministrare propone soluzioni, spesso complesse, capaci di incidere sulle cause complesse dei problemi che minano la vivibilità di una città, chi non sa amministrare si limita a vagheggiare un passato che non c’è più e a ricorrere a inefficaci, e nel tempo dannose, scorciatoie come quella repressiva. Per questo chiediamo alle forze progressiste presenti in Consiglio Comunale di respingere ogni proposta ispirata al solo modello repressivo, perché incapace di promuovere sicurezza in città".