Vendemmia, Coldiretti: "nel 2017 la più scarsa dal dopoguerra ad oggi"
“Il 2017 – spiega il Presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo Tulio Marcelli - si è aperto infatti con il mese di gennaio che si è classificato a livello globale come il terzo più caldo dall’inizio delle rilevazioni con febbraio, marzo, aprile, maggio e luglio che si sono invece classificati tutti al secondo posto mentre giugno è al terzo posto. Nel 2017 – prosegue Marcelli - si contano nelle nostre campagne ingenti perdite provocate alle coltivazioni e agli allevamenti, tra siccità, incendi e violenti temporali che si sono abbattuti a macchia di leopardo, sul piano strutturale si registra una evidente tendenza al surriscaldamento che ha cambiato la distribuzione delle coltivazioni e le loro caratteristiche”.
Si tratta della conferma della tendenza al surriscaldamento del pianeta dopo che nel ventunesimo le temperature annuali hanno fatto segnare per ben cinque volte il record.
Le anomalie sono infatti evidenti dove la temperatura è arrivata ad essere nello scorso mese, superiore di ben 1,2 gradi la media di riferimento che lo colloca nella top ten dei più caldi mai registrati dal 1800 in cui sono anche cadute il 42% di precipitazioni in meno.
“L'agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli - dichiara il Direttore di Coldiretti Arezzo Mario Rossi - si tratta però di una sfida per tutti che può essere vinta solo se si afferma un nuovo modello di sviluppo più attento alla gestione delle risorse naturali e con stili di vita più rispettosi dell'ambiente nei consumi, a partire dalle nostre tavole. Le nostre aziende oggi fanno i conti con una stagione difficilissima – continua Rossi - i problemi causati dalle altissime temperature hanno distrutto interi raccolti, con pesanti effetti sulla nostra agricoltura che negli ultimi dieci anni ha subito ingenti danni a causa delle bizzarrie del tempo”.