Saldi estivi, Confcommercio: "avanti, ma con lentezza"
I risultati migliori sono arrivati in genere in coincidenza con gli eventi di animazione come le “notti bianche” che hanno toccato più o meno tutti i centri più importanti, a partire da Arezzo. “Forse c’è ancora bisogno di creare intorno allo shopping un’atmosfera di festa che infonda serenità ai consumatori, che altrimenti sono ancora timorosi del futuro”, commenta la vicedirettrice della Confcommercio.
Molti commercianti lamentano la mancanza dei turisti, quelli stranieri soprattutto, che nelle estati scorse contribuivano a tenere in alto le vendite a saldo. “Qualcuno dà la colpa anche al grande caldo di questi giorni, che di sicuro ha spinto molti a preferire le destinazioni balneari rispetto alle città d’arte dell’entroterra come le nostre. E anche i turisti che sono arrivati, sembra che di giorno preferiscano stare a bordo piscina piuttosto che passeggiare per le strade del centro”.
In controtendenza la Valtiberina, dove invece quest’anno i turisti sembrano più presenti: “non abbiamo i dati ufficiali dei pernottamenti, ma dalle percezioni dei negozianti ci sono più turisti in giro, anche stranieri (australiani, americani, tedeschi, francesi), che sono per lo più di passaggio e restano in media una o due notti al massimo. A Sansepolcro hanno fatto da buon traino le mostre organizzate nel Museo Civico, ad Anghiari, la presenza della SouthBank Sinfonia da Londra, che ha portato tanti inglesi”.
Nel cortonese si sente la mancanza degli americani, che quest’anno hanno disertato l’Europa per motivi legati alla politica e al terrorismo internazionale, confermando il trend negativo degli ultimi anni. E di stranieri si sente la mancanza anche in Valdarno, fatta eccezione per le zone più vicine al “Chiantishire”.
“La componente del turismo ha sempre avuto un peso sulla bilancia dei saldi estivi, soprattutto nei centri principali, ma il lento affievolirsi delle vendite dopo le prime due settimane è comunque fisiologico. Preoccupante, semmai, è il fatto che diversi negozianti si sentono chiedere dai residenti sconti ancora maggiori rispetto al -30 o -50% applicato sul cartellino. Un dato che si può leggere in due modi. Da una parte denota ancora paura o difficoltà a spendere, ma dall’altra significa che alcuni consumatori stanno perdendo di vista il rapporto reale tra qualità e prezzo. Forse ci sarebbe bisogno di fermarsi e fare il punto su un mercato ancora troppo drogato da sconti e promozioni tutto l’anno”.