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Firmati i decreti che introducono l'obbligo di indicazione dell'origine della materia prima in etichetta per il riso e il grano per la pasta. Partirà a breve la sperimentazione che durerà due anni e rivolta a sostenere le nostre produzioni e tutelare i consumatori, in un settore strategico e importante per il nostro Paese, le cui esportazioni sono cresciute dell'8% nei primi mesi del 2017.
«Prosegue, dopo l'etichettatura d'origine per i prodotti lattiero caseari, l'impegno di Governo e Parlamento per garantire la massima trasparenza delle produzioni e la tracciabilità delle materie prime – dichiara il deputato Marco Donati, membro della Commissione d'inchiesta sui fenomeni della contraffazione -. In questi anni l'azione nei confronti delle istituzioni europee ha prodotto risultati inimmaginabili e oggi possiamo festeggiare un'altra notizia positiva».
Le indicazioni sull'origine dovranno essere apposte nelle confezioni in un punto visibile così da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili. «L'85% dei cittadini italiani ritiene importante conoscere l'origine delle materie prime contenute nei prodotti alimentari e in particolare per ciò che riguarda il riso e la pasta – continua Donati – e proprio il ruolo dei consumatori e le scelte d'acquisto saranno fondamentali per sostenere le produzioni italiane e proseguire sulla strada intrapresa in questi anni».
I provvedimenti prevedono una fase di 180 giorni per l'adeguamento delle aziende a nuovo sistema e lo smaltimento delle etichette e confezioni già prodotte.