“Corretta e sana alimentazione” per 1800 ragazzi delle scuole aretine
Eh si, perché la nostra Marta va a scuola all’Istituto Comprensivo IV° Novembre di Arezzo, una scuola secondaria dove oggi in due classi, si è tenuta la prima lezione legata al progetto della “Corretta e sana alimentazione” promosso da Coldiretti Arezzo nelle scuole del territorio. Marta ha quindi partecipato alla lezione in aula tenuta da Barbara Taverni, titolare dell’azienda agricola Silvia Taverni che è anche fattoria didattica e agriturismo.
La lezione ha affrontato, oltre ai temi già descritti dalla nostra Marta, anche il concetto di filiera dell’orto e stagionalità dei prodotti agricoli. Nei prossimi giorni sarà presente anche la dietista Barbara Lapini per affrontare le tematiche relative all’importanza di mangiare prodotti di stagione sotto il profilo nutrizionale.
“Dopo tre anni di lavoro con le scuole primarie – spiega con una punta d’orgoglio il direttore di Coldiretti Arezzo, Mario Rossi - anche una scuola media inizia oggi il percorso didattico-formativo in merito alla sana e corretta alimentazione con le classi 2°A – B – C – D - F. Un progetto che è ripartito con vigore quest’anno, non solo nei 6 plessi scolastici e nei 6 Comuni della provincia coinvolti lo scorso anno, ma è ora operativo anche nella nuova scuola secondaria ad Arezzo, appunto la ‘IV Novembre’ di Arezzo,, che ci porta ad un coinvolgimento complessivo di oltre 1.800 ragazzi”.
La lezione di oggi, presso l’Istituto aretino, è stata in aula, ma il progetto di Coldiretti Arezzo, portato avanti con il contributo del sistema di Campagna Amica e con il supporto del movimento Donne Impresa e le fattorie didattiche associate, prevede che le prossime lezioni si terranno anche sul campo, con la visita in fattoria didattica, per portare i ragazzi ad affrontare e toccare con mano i concetti della filiera corta e la stagionalità assistendo al lavoro quotidiano delle imprese agricole con cui verranno a contatto diretto.
“Quello di rivolgerci prima ai bambini delle scuole elementari e ora anche ai ragazzi più grandi, è una scelta mirata per raggiungere sempre più cittadini di qualsiasi età arrivando poi alle famiglie – afferma ancora Mario Rossi -. L’obiettivo è che i giovani acquisiscano consapevolezza di cosa mangiano e quando è giusto consumare un prodotto seguendone la stagionalità. Coldiretti, - prosegue Rossi - incarnando i valori di territorialità, genuinità, tracciabilità, intende promuovere la valorizzazione educativa dell’agricoltura in chiave “multifunzionale” come garante della sicurezza e prevenzione alimentare, con il fine di restituire al mondo agricolo l’interesse e la centralità che meritano in un contesto economico che ha profondamente cambiato i comportamenti d’acquisto e le abitudini dei cittadini”.
“Ciò che vogliamo è promuovere – approfondisce Rossi - non solo l’educazione ma anche la sicurezza alimentare: cibi freschi, genuini e tangibili, non sui banchi del mercato ma direttamente dai produttori, ribadendo l’identità delle nostre produzioni territoriali Coldiretti e riavvicinare le realtà rurale con la società, partendo proprio dalle scuole, luoghi privilegiati dove far comprendere l’importanza e la strategicità che assume una buona alimentazione, promuovendo l’inserimento nei programmi scolastici, di elementi di conoscenza della cultura agricola e delle produzioni agroalimentari tradizionali”.
“Da anni, conclude il direttore di Coldiretti Arezzo - ci battiamo per tracciabilità, qualità e territorialità delle produzioni agricole, importanti oltre che per la nostra salute, anche per l’economia locale. Sensibilizzare i giovani ai valori della sana alimentazione, della tutela ambientale, dello sviluppo sostenibile, del territorio come luogo di identità e di appartenenza, fino ad arrivare alle mense scolastiche, oggi assume quindi una rilevanza sempre maggiore”.